A. Ergane fu popolarissima in età storica ed ebbe un culto diffuso: oltre che ad Atene, a Delfi, Epidauro, Olimpia, Sparta e altrove. La religione omerica ne fece una dea guerriera: da Ares, dio della guerra violenta e sanguinosa, A. si distingue per il combattere ordinato e intelligente. Sull’acropoli A. Poliade ha quindi il suo tempio: il mito la riconosce figlia di Zeus, generata dal cervello del padre. Come protettrice della città, essa è armata della lancia, ma soprattutto dell’egida. Nel mondo greco però, A. rimane dea della città cui è connessa anche attraverso il nome: ad Atene si celebravano infatti in suo onore le splendide Panatenee. In Atene sarebbe stato serbato il Palladio originale, la statua dotata di proprietà magiche che si diceva rappresentasse Pallade A. Quest’ultimo episodio narra la creazione dell’ulivo, che A. dona agli Ateniesi e agli uomini tutti: un motivo che riconduce all’ultimo aspetto della sua figura, quello di dea della vegetazione e dei lavori agricoli. Le più antiche figurazioni di A. erano sotto forma di idoli primitivi, come il Palladio dei poemi omerici: la dea sta in piedi, rigida, con la lancia nella destra alzata e lo scudo imbracciato. Attributi caratteristici della dea divengono, oltre le armi, l’egida con il gorgòneion, e talvolta nell’arte orientalizzante e arcaica il pòlos. I simulacri di culto del periodo classico raffigurano la dea in piedi, panneggiata, armata e talvolta con patera, spesso con la Nike sulla mano: l’esempio più famoso è l’A. Parthenos di Fidia.