Enki è il Dio sumero dell’acqua e della civilizzazione, della conoscenza, dell’artigianato e della creazione.
Il ruolo di Enki nel fertilizzare le terre della Mesopotamia viene raccontato in importanti testi letterari risalenti alla III dinastia di Ur.
I sumeri credevano che l’acqua dolce delle fonti, dei fiumi, dei laghi e dei pozzi, provenisse in realtà dall’Apsu; ovvero un primordiale oceano abissale collocato al di sotto della superficie terrestre e che Enki governasse tutta questa preziosa risorsa.
Il ruolo di Enki come civilizzatore è descritto nel mito “Enki e l’ordine del mondo“, un testo che descrive la riforma operata da Enki al fine di garantire il benessere e lo sviluppo sociale e ambientale dell’antica Mesopotamia.
L’interesse di Enki per le vicissitudini umane e la sua azione tutelare, viene riproposta anche nel “mito di Ziusundra” la prima epica del diluvio, nel quale rappresenta una sorta di Mosé, che aiuta a far costruire un’immensa nave dove i sumeri hanno la possibilità di trovare rifugio per salvarsi durante il diluvio universale, mandato da altri Dei, i quali volevano distruggere l’umanità in quanto consideravano gli uomini una razza deleteria per la Terra.