Dall'unione con il dio sarebbe nato Polluce, dotato di natura immortale; da quella con Tindaro il mortale Castore. I Dioscuri (in greco "figli di Zeus", il romano Giove) si siano fuse due coppie originariamente distinte, una di divinità celesti e una di eroi spartani: ciò spiegherebbe alcune singolarità presenti nella loro genealogia, nel loro culto e nei racconti che li riguardano. Erano gemelli, ma si narrava che Leda, la loro madre, li avesse concepiti separatamente, unendosi nella stessa notte prima con Zeus e poi con suo marito, il re spartano Tindaro. Sorelle di Castore e Polluce erano Elena, figlia di Zeus, e Clitennestra, figlia di Tindaro. La fama popolare voleva che avessero aiutato i Locresi contro Crotone nella battaglia del fiume Sagra (6°secolo a.C.) e i Romani contro i Latini nella battaglia del Lago Regillo (499 a.C.). I marinai li identificavano con i cosiddetti fuochi di sant'Elmo ‒ come vennero chiamate dai naviganti le manifestazioni di elettricità atmosferica che talvolta di notte apparivano sugli alberi delle navi ‒ o con stelle la cui apparizione annunciava la calma sul mare, e immaginavano che attraversassero in volo il cielo per accorrere in aiuto delle navi durante le tempeste. Talvolta i due gemelli sono raffigurati dotati di ali; più spesso vengono rappresentati come aurighi o cavalieri. Al pari della sorella Elena, i Dioscuri godevano di un culto speciale a Sparta.