La nascita di Atena (per i Romani Minerva) fu assai particolare.
Si narra infatti che Zeus si fosse invaghito della dea Metis (il cui nome vuol dire “prudenza, senno, consiglio”) e aveva giaciuto con lei, tuttavia un oracolo aveva predetto a Zeus che “i figli nati da Metis sarebbero stati più forti del padre se concepiti in modo naturale”.
Così, con l’inganno convinse Metis a tramutarsi in una mosca e la ingoiò, ma la dea continuò la sua gestazione all’interno di Zeus.
Pertanto – come narra il mitografo Apollodoro - un giorno il dio avvertì un mal di testa tale da non essere sopportabile, gli sembrava che la testa gli scoppiasse, così che chiamò Efesto e gli ordinò di spaccargli la testa con un’ascia; fatto ciò, improvvisamente dalla testa del padre uscì Atena, già adulta, imponente, bellissima, armata di scudo e lancia con tanto di elmo da guerriera.
Per un attimo Zeus ne fu atterrito ma subito dopo la dea posò le armi ai piedi del padre, segno della sua sottomissione al genitore.
La nascita di Atena era stata piuttosto sui generis ecco perché la profezia non si avverò e Zeus poté continuare a governare incontrastato sugli dèi, per di più avendo ora la figlia al suo fianco, una figlia per la cui nascita aveva sofferto e che pertanto amava ancora di più.