Secondo l’antichissimo poeta greco, Zeus era un dio che sapeva essere allegro, amava ridere ad alta voce, era saggio, giusto, misericordioso e prudente, ma allo stesso tempo era anche estremamente imprevedibile; nessuno era in grado di indovinare le decisioni che avrebbe preso; era poi particolarmente irascibile, il che poteva avere ripercussioni drammatiche.
Simbolo di potere e di giustizia, divinità dei cieli e propugnatore dei fenomeni atmosferici, Zeus è il figlio minore dei Titani Rea e Crono, ai quali è stato sottratto per volere della stessa madre.
Una volta adulto e venuto a sapere della sorte dei fratelli, Zeus, aiutato dai Giganti, affrontò Crono e gli altri Titani nella terribile battaglia conosciuta come Titanomachia.
Uscito vittorioso dallo scontro e liberati i fratelli dalle grinfie del padre, Zeus ottenne il potere assoluto sul mondo che si spartì con i suoi fratelli maggiori Poseidone e Ade.
Zeus ebbe in sorte il dominio dei cieli e dell’aria, Ade il regno dei morti e Poseidone l’egemonia su tutti i mari e su tutte le acque.
Sebbene apparisse come la fonte suprema di ogni bene e di ogni male, benefattore di giustizia e di pietà, anche Zeus molto spesso era vittima di passioni terrene per cui la sua aura divina era soggetta a continue debolezze.
Lui che sarebbe dovuto essere impeccabile, spiritualmente perfetto, era invece un sovrano battagliero ed ostinato, amante dell’intrigo, spesso infedele ed anche ingiusto, addirittura capace di azioni e passioni terrene.