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Qual è il mito di Ermes?

Romano Ferrari
Romano Ferrari
2025-12-14 10:28:07
Numero di risposte : 3
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Hermes era figlio di Zeus – il padre di tutti gli dei – e della ninfa Maya. I greci gli attribuivano molteplici funzioni: era il messaggero di Zeus, suo padre, guida delle anime dei morti all’inferno, simbolo di prosperità tra gli uomini e protettore dei viaggiatori, dei mercanti e dei ladri. I greci descrivevano il suo personaggio come ingegnoso, abile e astuto. Insomma, sarebbe l’immagine riflessa di qualsiasi giovane, attraente, nel fiore degli anni e senza problemi, molto furbo e mendace, ma senza essere mai scoperto. La sua raffigurazione più comune è quella di un giovane di bell’aspetto, con un cappello alato e dei sandali, anch’essi alati, che gli permettevano di muoversi a una velocità incredibile.
Dario De Santis
Dario De Santis
2025-12-04 06:50:17
Numero di risposte : 9
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Ermes, identificato dai Romani con Mercurio, era considerato figlio di Zeus e di Maia. Era spesso visto come l’interprete della volontà divina, ma soprattutto era il protettore del commercio e del furto. Lui stesso, appena nato, era stato l’autore di un abile furto ai danni del fratello Apollo. Nato in una caverna, sul monte Cilene, a sud dell’Arcadia, riuscì a liberarsi dalle bende che lo fasciavano e si recò in Tessaglia, dove si trovava il fratello Apollo che faceva il bovaro. Approfittando della momentanea assenza del fratello, gli rubò una parte degli animali e li portò attraverso tutta la Grecia fino a Pilo, dove sacrificò due buoi.

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Elisa Marini
Elisa Marini
2025-11-26 03:13:05
Numero di risposte : 10
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Il mito di Hermes ci parla di una delle divinità più importanti della mitologia greca. Era considerato il messaggero degli dei, non solo perché poteva comunicare con il mondo degli umani, ma anche perché mediava per risolvere i conflitti. Il mito di Hermes ci parla di uno degli dei più versatili di tutta la mitologia greca. Una delle divinità più attive e irrequiete, era considerato il protettore di numerose attività, come il commercio, l’astuzia, i confini e i viaggiatori che li attraversano, nonché i ladri e i bugiardi, oltre che guida delle anime dei morti e messaggero divino. Hermes era figlio di Zeus e della Pleiade Maia. Era considerato capo dei sogni, custode delle porte e spia notturna, ma alla fine fu consacrato messaggero degli dei. Il mito di Hermes è in realtà una raccolta di molti miti, poiché, sebbene non ne fosse il protagonista principale, è apparso in molti degli episodi più rilevanti di mitologia greca.
Angelina Colombo
Angelina Colombo
2025-11-22 22:19:36
Numero di risposte : 7
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Ermes, figlio di Maia e di Zeus, fu fin dalla nascita assai vivace, tanto che dopo poche ore di vita commise il suo primo furto: portò via, dalla mandria del dio Apollo, 50 mucche e per farne perdere le tracce legò delle cortecce d’albero sotto i loro zoccoli e le nascose in una grotta presso Pilo, Ermes volle fare un patto con Apollo: in cambio del perdono gli avrebbe dato uno strumento musicale che aveva appena costruito con un guscio di tartaruga, un ponticello sul quale erano ben tese sette corde di budello di pecora. Il giovane Ermes era assai ingegnoso: dopo la lira fece uno zufolo che incuriosì nuovamente Apollo. Ermes affermò che se ne sarebbe privato solo se in cambio avesse ottenuto qualcosa che fosse di pari valore. Apollo gli offrì un bastone da mandriani: non era uno scambio equo, per cui Ermes gli chiese anche di essere istruito nell’arte augurale. A questo punto Zeus, stanco dei raggiri nei quali Ermes era implicato e anche delle bugie che il dio non poteva fare a meno di dire, gli propose un accordo: Zeus lo nominava araldo e messaggero degli dèi con la proibizione di dire menzogne ed Ermes otteneva in cambio una verga, un cappello rotondo e un paio di sandali alati. Con questi oggetti, per volontà di Zeus, il dio divenne protettore dei commerci, dei viandanti e del gioco d’azzardo, nonché messaggero degli dèi.

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Ortensia Russo
Ortensia Russo
2025-11-11 10:04:19
Numero di risposte : 9
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Ermes, o Mercurio per i Romani, ha nel mondo pagano una fama non sempre buona. Infatti è un dio con molte funzioni diverse tra loro: protettore dei commerci, ladro ma anche psicopompo, è l’astuto messaggero degli dei, figlio di Zeus e della ninfa Maia, ma continua con una discendenza umana. Per i Romani la sua figura si avvicina a quella di un dio etrusco. Ermes aveva il ruolo di accompagnatore delle anime e aveva il permesso di frequentare gli Inferi. Le cerimonie si svolgevano nei luoghi di passaggio e al tramonto, coerentemente con il suo ruolo di tramite tra due mondi. Anche nel mondo romano conserva questa caratteristica e, inoltre, si accentua la sua immagine di dio degli scambi e dei commerci. In Grecia l’inno operino invece lo considera interprete e messaggero, un angelo come la dea Iride di cui abbiamo già analizzato la figura. Ermes è una divinità della mitologia greca. È figlio di Zeus e della ninfa Maia e fa parte dei dodici Olimpi, le divinità più importanti della religione ellenica.
Gianmarco Montanari
Gianmarco Montanari
2025-11-11 09:58:31
Numero di risposte : 4
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Nato al mattino, già a mezzogiorno era uscito dalle fasce e trovato il guscio di una tartaruga se ne era fatta una lira. Poi andato verso il tramonto in Pieria, dove Apollo pascolava le greggi degli dei, gli rubò 50 giovenche. Apollo inseguì e raggiunse il ladro, ma sedotto dal suono della sua lira, gli lasciò le giovenche in cambio dello strumento. Così E. divenne pastore; inventò la zampogna che pure donò ad Apollo in cambio della verga magica d’oro a 3 rampolli, il caduceo, che divenne poi il principale dei suoi attributi, nella forma di una bacchetta con intorno due serpenti attorcigliati. La più nota avventura di E. è l’uccisione di Argo, guardiano di Io: da ciò si fece derivare l’epiteto, peraltro oscuro, di Argifonte. Forse il carattere prevalentemente o almeno frequentemente funerario dei cumuli di pietre spiega la funzione di E.-psicopompo, accompagnatore delle anime nell’oltretomba. È un aspetto, questo di E. pastore, che autorizza a connettere sempre più la sua figura con il Peloponneso e l’Arcadia dove il suo culto è più largamente testimoniato che altrove.

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