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Come si conclude la storia di Orfeo e Euridice?

Cosetta Piras
Cosetta Piras
2025-12-09 08:15:02
Numero di risposte : 3
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Non si trattenne più e si voltò a guardarla, così Euridice scomparve e tornò per sempre tra le ombre dei defunti. Orfeo non trovò più pace e incominciò a vagare sulla terra rifiutando la vita e l’amore delle altre donne. Le Menadi decisero così di vendicarsi di lui anche se era legato Dioniso che aveva invaso la Tracia. Lo fecero a pezzi e ne gettarono i suoi resti nel fiume Ebro. Orfeo, una volta morto, così tornò ad abbracciare la sua Euridice tra gli Inferi. Il corpo successivamente venne seppellito ai piedi del monte Olimpo. Zeus tra i resti del corpo di Orfeo vide la sua lira e la collocò in cielo e da ciò nacque la costellazione omonima.
Ciro Mazza
Ciro Mazza
2025-12-03 13:39:38
Numero di risposte : 3
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Orfeo annuì e s’incamminò in direzione della luce, scorgendo soltanto l’ombra di Euridice dietro di lui. Resistette a lungo ma, ormai in procinto di abbandonare definitivamente l’Ade, cadde preda di un sospetto, vale a dire che l’ombra che lo seguiva non fosse quella di Euridice. Così, istintivamente, girò il capo di novanta gradi per trovare pace al dubbio che lo assaliva. Di fatto, infranse la promessa fatta al dio degli inferi e a Persefone e l’ombra dell’amata consorte sparì, nuovamente inghiottita dagli inferi. Il ragazzo tentò disperatamente di ripercorrere la strada al contrario, ma i suoi numerosi, successivi tentativi non portarono a nulla. Si conclude qui il mito di Orfeo ed Euridice, mentre il principale, con il solo musico protagonista, racconterà ancora molte altre vicende, nessuna delle quali, però, contemplerà la presenza della donna. In altre versioni, dopo il ritorno di Euridice nell’oltretomba, Orfeo, emotivamente distrutto, iniziò a suonare una musica che fece piangere persino gli dei. Le Baccanti, esseri notoriamente volubili, se ne innamorarono perdutamente ma, dopo che egli resistette ai loro ‘subdoli’ tentativi di seduzione, lo uccisero per vendetta, spargendo ovunque i suoi resti. Per quanto triste, l’epilogo permise ad Orfeo ed Euridice di rincontrarsi nel regno dei morti, dove rimasero insieme per sempre: da allora, secondo le leggende, nei boschi e nei prati sarebbe possibile udire le loro incantevoli melodie.

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Olo Giordano
Olo Giordano
2025-11-20 08:55:19
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Il mito di Orfeo ed Euridice è un inno struggente all’amore eterno, ma anche un ammonimento sulla fragilità della fiducia. Orfeo rappresenta l’essere umano che, pur dotato di bellezza e talento, è vittima delle sue paure. Il suo gesto non nasce dalla disobbedienza, ma dall’incertezza. E in quell’attimo, perde tutto. Il mito ci insegna che anche il sentimento più puro può fallire se non è sorretto dalla fede assoluta. E ci mostra anche il dolore irreparabile della perdita definitiva, quella che non ha più appello. La regola era semplice solo in apparenza: Orfeo non avrebbe dovuto voltarsi a guardare Euridice fino a quando entrambi non fossero usciti completamente dal regno dei morti. Solo allora la ninfa sarebbe tornata tra i vivi. Orfeo accettò, e si incamminò verso l’uscita, seguito da Euridice, che avanzava silenziosa alle sue spalle, come un’ombra. Ma più si avvicinava alla luce, più il dubbio cresceva nel cuore dell’artista: e se dietro di lui non ci fosse davvero Euridice? Se fosse stato ingannato? Nel momento decisivo, ormai quasi fuori dall’Ade, Orfeo si voltò. Il gesto fu fatale. Euridice era lì, ma appena i loro occhi si incontrarono, fu risucchiata per sempre nell’oscurità.