Con la maga Circe e la ninfa Calipso ha una vera e propria relazione, con Nausicaa si trattiene, perché è troppo giovane, troppo principessa e ha un padre che deve aiutarlo a tornare a casa.
Sembra però che un pensierino debba averlo fatto anche su di lei.
E tutto questo è avvenuto con la tacita approvazione di tutti coloro che hanno letto e amato la storia di Ulisse.
Incluse le sue divine infedeltà, deresponsabilizzate, accettate, non giudicate e neppure sottolineate come tali.
Eppure leggendo l'Odissea non percepiamo i comportamenti di Ulisse come negativi, l'incantesimo mitologico-omerico ci induce ad accettare tutto ciò che accade come giusto e normale.
"Penelope, poverina, pur avendo decine di pretendenti, resta fedele a un marito che manca da vent'anni, mentre lui, che pur afferma di aver nostalgia della moglie e di voler tornare da lei, quando gli capita l'occasione vive tranquillamente relazioni con Calipso, con Circe, figure tipizzate come diverse dalle donne per bene
Eppure tutti esaltano il dolore di Penelope e irridono le lacrime di Calipso"