La figura di Z., tuttavia, non coincide con nessuna delle divinità indoeuropee che hanno o lo stesso nome o la stessa dignità di essere supremo.
A età preistorica risale l’attributo di padre universale espresso nella formula epica «padre degli uomini e degli dei», come pure la signoria sugli aspetti del ciclo meteorico.
La stessa sfera uranica di Z. offre i ‘segni’ per l’attività divinatoria.
La sfera uranica di Z. si collega alla sua onniscienza, che è poi associata all’esercizio di sanzioni punitive di natura meteorologica.
Era venerato sulle vette dei monti più alti: Pelia, Eta, Parnete, Imetto, Ida in Creta e in Troade e soprattutto l’Olimpo, considerato come sede propria del dio, poi anche degli altri celesti.
All’aspetto uranico di Z. si collega la sua onniscienza.
Vittorioso dei Titani e dei Giganti e instauratore della propria sovranità dopo aver detronizzato Crono, Z., non avendo altro limite che la ferrea legge del fato, è il custode supremo dell’ordine, dell’armonia del mondo, di cui è re e giudice.
Fuori del mondo greco numerose divinità locali di livello eminente vennero identificate con Z. dando luogo a teonimi quali Z. Asbamaios, Z. Bozios e Z. Ogmenos, Z. Panamaros ecc.