Il dio dell’acqua, in Grecia, è Posidone.
Quando i figli di Crono e Rea, spodestato il padre, si dividono il potere sul mondo intero, decidono di affidare la scelta al caso.
Tirando a sorte, a Zeus tocca il regno del cielo, ad Ade quello sotterraneo dell’oltretomba e a Posidone quello delle acque: mare, laghi e fiumi.
In realtà Posidone, già in tempi antichissimi, era divinità simbolica dell’acqua, come probabilmente rivela il nome, che forse significa «sposo della Terra», cioè dell’originaria dea simboleggiante la terra, Demetra.
Il culto riservato al dio nella regione greca dell’Arcadia fa di Posidone e Demetra una sorta di coppia originaria che rappresenta l’unione dei due elementi fondamentali della natura.
In virtù del suo legame con la Terra, Posidone è anche dio dei terremoti.
Dalle tempeste alle inondazioni, dai cataclismi alla nascita di nuovi fiumi, Posidone è insomma la divinità simbolo dello sconvolgimento e della potenza della natura, delle forze che emergono dal sottosuolo e dagli abissi marini.
A Roma viene assimilato a Nettuno, protettore dei naviganti.
Il dio romano del mare, Nettuno, viene assimilato a Posidone già in tempi molto antichi.
Ha un posto di rilievo nella religione ufficiale, in quanto dio della navigazione.