Il Paradiso ha otto porte, una da cui entreranno i profeti e i sinceri, una porta dalla quale entreranno i martiri e i pii, cinque dalle quali entreranno gli sciiti e coloro che ci amano, e l'ultima porta da cui entreranno gli altri musulmani.
Il Profeta disse: “Il Paradiso ha otto porte. Una di esse è chiamata rayyan. Da quella porta non entreranno se non i digiunanti”.
Rayyan vuol dire dissetante.
Le porte del Paradiso sono diverse: la Porta della Grazia fatta di rubino, la Porta della Pazienza, una piccola porta con un solo battente, anch'essa costruita col rubino, la Porta della Lode di corindone bianco provvista di due battenti e la cui larghezza equivale a cinquecento anni di cammino, la Porta della Disgrazia che è la porta delle avversità e della malattia, fatta di topazio e con un battente, da essa vi entreranno pochissime persone, infine vi è la Grande Porta da cui entreranno i servi devoti, individui che possiedono virtù come lo zuhd e il wara’ e che sono desiderosi di avvicinarsi a Dio e in confidenza con lui.
In Paradiso c'è una porta chiamata dhuha. Il Giorno del Giudizio un annunciatore chiederà: ‘Dove sono coloro che recitavano la preghiera durante il dhuha in modo continuo? Questa è la vostra porta d'entrata, quindi entrate con la grazia di Dio’.
Dhuha è il momento del giorno in cui il sole è già sorto e rischiara tutto.