Artemide era una dea greca, il cui nome, di significato oscuro, appare già dal 13° sec. a.C. in documenti micenei. Alcuni tratti della sua figura, in particolare la connessione con il mondo della natura e con la caccia, portano ad accostarla al tipo di un'arcaica 'signora degli animali'. Nella mitologia classica Artemide nasce con il fratello Apollo da Leto. Armata di arco e frecce, errava per i boschi con un corteggio di ninfe ed era legata a eroi, come Orione, Atteone e Ippolito, di cui finì per causare la rovina. Si credeva inoltre che Artemide desse la morte per mezzo dei suoi dardi. Legata alla natura selvaggia - le erano sacri anche i fiumi e le fonti - cioè a una sfera opposta a quella dell'esistenza quotidiana, e connessa a momenti di crisi dell'esistenza individuale. La molteplicità dei culti e degli attributi divini della dea si riflette nella sua iconografia. Fra queste forme arcaiche si affermò e predominò quella della vergine dea cacciatrice, effigiata con una corta tunica e alti calzari, caratterizzata dal cervo e dal cane che la affiancano, dall'arco che ha in mano e dalla faretra sul dorso.