Dio della guerra e del furore bellico, sin da Omero, i soldati sono spesso definiti “servitori di Ares”.
Il dio appare spesso attorniato da una serie di divinità minori che rappresentavano le personificazioni dei sentimenti e dei valori bellici: i due figli, Deimos e Fobos, avuti dall’unione con Afrodite, i quali incarnavano gli spiriti del terrore e della paura.
Sorella e degna compagna del sanguinario Ares era Enio, dea degli spargimenti di sangue, Bia, la violenza e Cratos, la forza bruta.
Solitamente Ares scendeva in guerra accompagnato da Cidoimo (il demone del frastuono della battaglia), dai Makhai (spiriti della battaglia), dagli Hysminai (gli spiriti dell’omicidio), da Polemos (uno spirito della guerra minore) e dalla figlia di Polemos, Alalà, personificazione del grido di guerra dei Greci e il cui nome Ares decise di usare come proprio grido di guerra.
Generalmente andava in battaglia indossando un’armatura bronzea ed impugnando una lancia.
I suoi animali sacri erano il cane e l’avvoltoio, ma gli vengono attribuiti anche animali come il barbagianni, il picchio e il gufo reale.