La scomparsa di Majorana resta un enigma.
Le indagini dimostrano che tra il 1955 e il 1959, il fisico del gruppo dei Ragazzi di via Painisperna era vivo e si trovava, volontariamente nella città venezuelana di Valencia.
Quindi, secondo la Procura, il fisico non fu né ucciso né si suicidò.
La testimonianza di Francesco Fasani Alla base della decisione dei pubblici ministeri c'è la testimonianza di Francesco Fasani, un ex emigrato in Sud America deceduto alcuni anni fa, e l'intervista che lo stesso rilasciò nel dicembre del 2008 alla trasmissione Rai "Chi l'ha visto?".
In particolare Fasani, un meccanico con affari a Valencia in Venezuela, ha raccontato agli investigatori della polizia giudiziaria ed al magistrato di aver conosciuto ed essere entrato in confidenza con un uomo che si faceva chiamare Bini e dopo aver saputo da un maggiorente della comunità italiana che questo soggetto era Ettore Majorana, di aver preso una cartolina firmata da Quirino Majorana, zio dello stesso studioso, dall'auto del signor Bini e risalente al 1920.
Il signor Bini, ovvero Ettore Majorana A parere degli inquirenti, c'è stata "perfetta sovrapponibilità delle immagini - si spiega - addirittura nei particolari anatomici quali la fronte, il naso, gli zigomi, il mento e le orecchie, queste ultime anche nella inclinazione rispetto al cranio".
Resta l'interrogativo rispetto alle notizie ufficiali che potevano provenire dal Venezuela.