Che cos'è la sindrome di Giocasta?
Rosolino Pellegrino
2025-11-29 15:19:57
Numero di risposte
: 6
Nell'analisi psicoanalitica, il complesso di Giocasta è il desiderio sessuale incestuoso che una madre nutre verso il proprio figlio.
Il nome del complesso si basa sul mito greco di Edipo, che, a sua insaputa, uccise suo padre Laio, e, altrettanto inconsapevolmente, sposò sua madre Giocasta.
L'espressione venne utilizzata per la prima volta nel 1920 dallo psicanalista svizzero Raymond de Saussure per analogia al suo inverso logico nella psicoanalisi, il complesso di Edipo; essa può essere utilizzata per coprire diversi gradi di attaccamento, tra cui un amore materno dominante ma asessuato, diffuso quando si è in presenza di figlio estremamente intelligente e una figura paterna debole o assente.
Il complesso di Giocasta è simile al complesso di Edipo in cui, com'è noto, un figlio ha un desiderio sessuale verso la propria madre; anche in questo caso si tratta di un'estrapolazione, dal momento che nella storia originale né Edipo né Giocasta erano a conoscenza della loro consanguineità, mentre invece nei contesti moderni le espressioni "complesso di Edipo" e "complesso di Giocasta" si usano nei confronti di uomini e donne che conoscono il vincolo di parentela che le unisce alle persone da cui sono attratti.
Theodor Reik definì la "madre Giocasta", quella donna adulta insoddisfatta delle proprie relazioni amorose e iper-protettiva nei confronti del figlio, come fonte primaria di nevrosi.
Marco Battaglia
2025-11-29 14:30:31
Numero di risposte
: 5
La sindrome di Giocasta si riferisce alla situazione in cui una madre, lasciata sola, offre al figlio solo la legge materna, la legge del legame che, non bilanciata dalla legge paterna, diventa fatalmente legge di morte.
Giocasta da parte sua, lasciata sola, offre al figlio solo la legge materna, la legge del legame che, non bilanciata dalla legge paterna, diventa fatalmente legge di morte.
Allo stesso modo tuttavia, un eccesso di “legge del padre”, non equilibrata dalla presenza materna come richiamo all'appartenenza, avrebbe portato inevitabilmente alla disgregazione e alla crisi.
Lo specifico della genitorialità al singolare sta dunque nel saper opportunamente dosare ruolo/legge materna e ruolo/legge paterna, nell’impossibilità materiale -o più spesso psicologica- di agire i due ruoli in compresenza o in accordo con l’altro genitore, o perché questo è assente o perché la coppia è in cerca di nuove modalità di cooperazione sui temi educativi.
Oggi, alla luce di cambiamenti sociali nei ruoli genitoriali e del loro impatto sulla famiglia, in particolare su quella monoparentale o con genitori separati, nuove competenze sono richieste ai genitori nei loro comportamenti educativi se si vuole evitare sia la “sindrome di Laio” che la “legge di Giocasta”.