La morale di Antigone è che vi sono diversi piani di giustizia, a partire da quella umana, rappresentata dalle leggi e dai sovrani, che va rispettata ma solo fin quando non entra in contraddizione con le forme di giustizia più elevate, quella familiare ma soprattutto quella divina. Rispettare questo livello più elevato di giustizia è un atto essenzialmente morale, che va portato avanti anche a costo della propria libertà. Non veniva da Zeus la tua legge; né la Giustizia che convive con gli dèi di sotterra l’aveva stabilita per i mortali. Né credevo che i tuoi decreti potessero avere tanta forza da abrogare quella delle leggi non scritte degli dèi, quelle leggi che non solo oggi o ieri, ma sempre vivono e nessuno sa quando apparvero. So bene di esser mortale, anche senza il tuo decreto. E se morirò prima del tempo, questo lo chiamo un guadagno. Chiunque infatti viva tra le sciagure come me considera un guadagno il morire. Subire questa sorte è per me un dolore da nulla. Ma se per mia colpa avessi lasciato insepolto quel morto, nato da mia madre, allora sí soffrirei. Non dei tuoi castighi.