Il gigante sepolto è la prima delle leggende dell’Etna, secondo la mitologia greca, Encelado era un gigante e uno dei fratelli di Zeus. Il potente Zeus, tuttavia, non tollerò l’atto di ribellione, e come punizione scagliò un fulmine contro la costruzione di Encelado, causando la sua distruzione e la sepoltura del gigante sotto la sua stessa costruzione. Encelado rimase imprigionato, incapace di muoversi sotto il peso delle rocce e delle pietre. Solo il suo violento respiro incandescente uscì dal cumulo, sotto forma di ciò che chiamiamo lava. Fino ad oggi, secondo la leggenda, Encelado vive sotto il vulcano, i suoi improvvisi scatti e impeti di rabbia corrisponderebbero alle eruzioni e ai terremoti dell’Etna. Un’altra leggenda è quella che identifica l’Etna con la sfera femminile, in quanto la figlia di Urano e Gea, tenne nascosto sotto di essa il gigante Encelado. La tradizione che identifica l’Etna con la sfera femminile è tuttora comune, il ricco suolo etneo, infatti, è facilmente associabile all’idea di maternità, abbondanza e fertilità. Inoltre, l’Etna divenne la residenza di Vulcano, il fabbro degli dei, che aveva la sua fornace direttamente nel monte Etna, qui lavorava il ferro per costruire le armi per i suoi fratelli dei. Anche la storia di Aci e Galatea è legata all’Etna, Aci, un bellissimo e giovane pastore che si innamorò di Galatea, un’incantevole ninfa del mare, anche il Ciclope Polifemo, che viveva in una grotta dell’Etna, era innamorato della ninfa. Geloso del loro giovane amore e arrabbiato per il rifiuto di Galatea verso di lui, uccise brutalmente Aci. Inoltre, la storia di Ulisse e Polifemo si svolge ai piedi del monte Etna, dove Ulisse incontrò Polifemo, il Ciclope, sentitosi derubato, cominciò a decimare gli uomini di Ulisse e promise di uccidere anche lui.