Secondo la mitologia greca, prima della creazione del mondo l’universo era dominato dal Caos: cielo, mare e terra, infatti, non potevano essere distinti e Caos - una vera e propria divinità - era un essere spregevole e cattivo capace però di generare figli. I primi a nascere furono la personificazione della terra (Gea), insieme a Tartaro, Erebo ed Eros. Tuttavia, tra i quattro fu Gea a dar vita a tutto ciò di cui l’uomo poteva godere durante la sua vita: lei, infatti, creò il cielo e lo popolò di stelle e nubi. Questo, personificandosi, assunse il nome di Urano e si unì in matrimonio con la madre dando alla luce dodici Titani, tre Ciclopi e tre mostri dalle cinquanta teste chiamati Ecatonchiri. Urano, però, disgustato dai suoi stessi figli e spaventato dall’idea che potessero rubargli il trono, decise di farli sprofondare al centro della terra: Gea ordinò allora a tutti di ribellarsi, ma a seguirla fu solo Crono che - ferendo il padre - divenne re del mondo e decise di sposare sua sorella Rea. Da lui nacquero Thanatos (la morte), Nemesi (la vendetta), Elios (il sole), Selene (la luna), Iride (l’arcobaleno) e moltissime altre entità: tra i loro figli, ad esempio, si annoverano anche Poseidone, Ade, Zeus, Era, Demetra ed Estia. Scoppiò quindi una guerra tra le future divinità dell’Olimpo e i Titani: questa è la famosa gigantomachia che appare in quasi tutti i templi della Grecia, Partenone compreso. Al termine dello scontro, i Titani vennero rinchiusi nel Tartaro, mentre gli dèi conquistarono l’Olimpo, promettendo di vivere sempre in pace e armonia.