Il mito del Minotauro costituisce l’allegoria dell’esistenza umana, costantemente intrappolata in una sorta di limbo.
Il labirinto dove viene nascosto il Minotauro, rappresenta la parte nascosta dove l’uomo vorrebbe trovare rifugio nei momenti difficili, ma anche un ostacolo da scavalcare o eliminare per raggiungere un traguardo.
Il mito del Minotauro è una storia di coraggio e consente di “guardare in faccia” i sentimenti più oscuri insiti nell’animo umano, tra paura, desideri, ricongiungimenti, pensieri.
La lotta tra Teseo ed il Minotauro è identificata come l’eterno conflitto tra il bene e il male.
Allegoricamente il Minotauro rappresenta il guardiano del girone dei violenti, che rappresenta la parte bestiale dell’uomo, secondo il mito greco.
Il Minotauro appare in diverse opere letterarie, tra queste anche la Divina Commedia, nel dodicesimo canto dell’Inferno.
Il mito del Minotauro mette in luce tra le altre cose, anche la sfortuna di uno dei mostri più affascinanti della mitologia greca, figlio di re, che si potrebbe definire sfortunato sin dalla nascita.
In mezzo a tutto ciò è possibile risalire o semplicemente distruggere i “paletti mentali”, con forza e determinazione.
Proprio a tal proposito potrebbe sorgere una interessante domanda: perché il personaggio principale di questo mito è proprio un toro e non un altro animale?