Zeus è la divinità suprema della religione greca.
Il nome, attestato già in età micenea, risale al *Dieus indoeuropeo e alla nozione di ‘luce’ contenuta nella radice (*dei- «splendore») come il vedico Dyaus e il latino Iuppiter.
A età preistorica risale l’attributo di padre universale espresso nella formula epica «padre degli uomini e degli dei», come pure la signoria sugli aspetti del ciclo meteorico.
Zeus è anche adunator di nembi e di tempeste e insieme sulla quercia.
La stessa sfera uranica di Zeus offre i ‘segni’ per l’attività divinatoria.
Zeus è il custode supremo dell’ordine, dell’armonia del mondo, di cui è re e giudice.
Anzi dei re è naturale protettore come, nei regimi democratici, è protettore della città, delle adunanze popolari, della fede data e dei giuramenti, della salvezza del popolo, della libertà nazionale.
Nell’interno della casa è patrono della famiglia e del matrimonio.
Zeus era anche purificatore da colpe e da delitti, principio e fine di tutte le cose.
Fratello e sposo di Era, nella sua qualità di padre universale si unisce a dee e donne mortali dando origine a una inesauribile progenie di dei ed eroi.
I Romani riconobbero in Zeus il proprio Giove.
Il nome di Zeus è stato spesso assunto a indicare ora il fondamento ultimo e principio supremo della realtà, ora la totalità del mondo quale appare alla visione unificante della speculazione religiosa.