I nostri defunti sono amati, non sono dimenticati o abbandonati da Dio e fanno parte della comunione dei santi.
Il paradiso, il purgatorio, l’inferno non sono luoghi fisici, situati su una mappa, ma stati di vita, una modalità di presenza.
I defunti sono presenti a Dio.
Hanno varcato la porta della morte, la loro vita sulla terra si è fermata, ma sono ancora su un sentiero di vita eterna.
Dopo la morte, incontreranno il loro angelo custode, il loro santo patrono, la Vergine Maria, San Giuseppe, Cristo e il Padre che li ha amati, che li ha creati.
Una volta che hanno lasciato i loro corpi, le anime dei defunti vengono stabilite in uno stato.
O in uno stato di beatitudine, il cielo; o in uno stato di purificazione nell’infermeria del Buon Dio, che è il purgatorio; o in uno stato di autoesclusione, di reclusione, di eterno broncio che chiamiamo inferno.
Stabiliti in uno stato di vita, sono fissi nel loro destino e non vagano alla ricerca di un luogo; non possono tornare a disturbare gli esseri umani.