Isole, isolotti o scogli: i loro nomi dipendono solo dalla dimensione, ma in ogni caso si tratta di terre emerse completamente e sempre circondate dall'acqua ‒ di un mare, di un lago o di un fiume ‒ che le mantiene separate (isolate) dal resto delle terre emerse.
Le isole coralline sono un'evoluzione di quelle vulcaniche: sulla cima di vulcani sottomarini che quasi emergevano dall'acqua, immense colonie di animali (polipi) hanno prodotto e accumulato materiali calcarei (madrepore, coralli), finché la massa costruita è emersa dal mare.
In altri casi, invece, le isole si sono formate in seguito a fenomeni tettonici o vulcanici, a volte su una piattaforma continentale (per esempio, le isole del Golfo di Napoli), a volte in mezzo all'oceano, in corrispondenza di fratture o di dorsali (Islanda, Azzorre, Hawaii).
Si può trattare di parti di terra che un tempo erano unite alla massa continentale e che il mare ha separato dal resto.
Le isole nei laghi e nei fiumi (e anche in mare, davanti alle foci dei fiumi) si sono spesso formate per l'accumulo (sedimentazione) di terra e pietre trasportate dai corsi d'acqua.