Artemide era la personificazione della Luna crescente, insieme a Selene e Ecate. Era armata di arco e frecce d’oro e dimorava nei boschi con i suoi affidabili cani da caccia e con uno stuolo di ninfe. Artemide, signora della notte, era la protettrice della verginità e della pudicizia. Rischiarando di notte le strade col lume di luna, era considerata la protettrice dei viandanti e la loro guida, specialmente nei boschi. Era anche la dea della caccia.
Amando troppo i boschi, la caccia e la vita libera all’aperto, Artemide non avrebbe potuto assoggettarsi al legame matrimoniale. Come Apollo non era solo un dio distruttivo, ma aveva anche il potere di allontanare il male da lui stesso inflitto, così Artemide era allo stesso tempo soteira, ossia curava e alleviava le sofferenze dei mortali. Assistette ad esempio Enea quando fu ferito sotto le mura di Troia e portato nel tempio di Apollo.
Tra gli animali le erano sacri la cerva, il cane, il cinghiale, il lupo l’orso e la quaglia. Il suo culto era presente in tutta la Grecia, e poi a Roma dove fu associata alla dea Diana.