Nelle sue battute di caccia era spesso accompagnata da bellissime ninfe, e guai a chi osava attentare alle loro virtù: il cacciatore Orione fu, infatti, ucciso per aver tentato di violentare alcune delle sue accompagnatrici.
Addirittura, Artemide è vista dal Pausania come figlia di Demetra;
altri, invece, la considerano figlia di Persefone.
Secondo la mitologia greca, Artemide, identificata con l’italica Diana dei Romani, è considerata figlia di Zeus e sorella gemella di Apollo.
Così come il fratello, è armata di arco ed è amante della caccia;
però, mentre Apollo è visto come la personificazione del sole, Artemide è vista come la personificazione della luna, infatti, è sovente rappresentata con l’inseparabile arco mentre va a caccia di notte, a lume di torcia.
Il culto di questa dea era particolarmente fiorente a Siracusa, nell’isola di Ortigia, dove il suo tempio sorgeva vicino a quello di Atena [Diodoro Siculo lib.
Racconta Diodoro che Atena e Artemide, fecero, così come, aveva fatto Persefone, la scelta di rimanere vergini, e, quindi, furono allevate assieme a lei.
Non è un caso che il culto di Artemide a Siracusa sia legato a quello di Demetra e Persefone.