Dove si trova il tesoro di Priamo oggi non è menzionato.
La vita di Schliemann è viaggio e avventura, è l’archeologia attraverso un percorso umano che l’Autobiografia di un dilettante di genio restituisce nella sua pienezza e che contiene insieme la storia del mondo e il vivere di ogni giorno.
Un mese dopo arriva ai Dardanelli: «Confesso che a gran pena dominai la mia emozione quando mi vidi davanti l’immensa pianura di Troia la cui immagine mi era balenata già nei sogni della mia prima fanciullezza».
Nel 1871 inizia la prima campagna e i diari di Schliemann sono cinematografici: grandi sbancamenti, tagli nella roccia, pericoli di crolli, calura asfissiante, serpenti ovunque, operai da assoldare e poi i primi resti di villaggio con tracce di incendio: ecco la scoperta di Ilion.
Le pagine forse più toccanti, dove la Storia si è fatta per davvero, sono quelle del 17 giugno 1873: «Ho tratto alla luce, a una profondità di 8-9 metri, la cinta muraria della città di Troia, che parte dalle Porte Scee e, scavando presso questa muraglia immediatamente accanto al Palazzo di Priamo, ho urtato con un grosso oggetto di rame di forma assai singolare, che attrasse tanto più la mia attenzione in quanto credetti di scorgere dentro ad adesso dell’oro».