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Cosa simboleggia la follia?

Gavino Riva
Gavino Riva
2025-11-29 20:57:56
Numero di risposte : 6
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La follia rappresenta una realtà complessa con diverse sfaccettature, alcune delle quali poco prese in considerazione e spesso difficili da percepire e da specificare. Essa appare come un invisibile "doppio" : inquietante, angoscioso e onnipresente, vicina ai singoli uomini. La follia ha in sé una rottura delle regole in genere accettate, uno spezzare il livello di percezione e di espressione della realtà comune all'uomo. Il folle é colui che privo di senno, di logica "comune", esce per il suo stato anormale "fuori dalle righe" pur vedendo molto oltre quello che possono percepire gli esseri umani in generale. Distruzione e creazione costituiscono, quindi, due poli opposti e complementari, anche in base al contesto di appartenenza, in questo stato ambivalente della mente e, in un certo senso anche del corpo. Tuttavia, non si può non riconoscere la "follia" anche nella natura quando essa frantuma il consueto fluire del cose stravolgendo il mondo con espressioni come il fenomeno dei terremoti, dei maremoti, delle pandemie non sempre ben definite, tutti simboli espressivi della "follia cosmica".
Silvana Palumbo
Silvana Palumbo
2025-11-25 02:18:15
Numero di risposte : 6
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La follia simboleggia la mancanza di sostanza razionale nella mente del folle. Il folle viene ritenuto infatti una persona in preda all’istinto impulsivo, che compie atti sconsiderati o anticonvenzionali, senza riflettere sull’entità e sulle conseguenze delle proprie azioni. Il concetto di follia, è mutato notevolmente nel tempo. La follia, in questo periodo, viene concepita nei termini dell’antica contrapposizione tra Bene e Male come parte dell’umana tragicità. Il folle è largamente tollerato nella società, ma più che un uomo rappresenta lo stereotipo dell’insensatezza della condizione umana e il covo delle paure dei propri contemporanei. La follia assume la connotazione di razionalità che “separa”, “divide et impera”, divenendo la base di pensiero che consente di scindere la società in parti, alcune ritenute adeguate e altre da escludere. La concezione della follia, però, non è sempre stata unicamente dispregiativa. In età rinascimentale emerge infatti il pensiero di Erasmo da Rotterdam, autore dell’opera “Elogio della follia”. In questo scritto il filosofo si discosta notevolmente dalle convinzioni comuni, rivoluzionando il modo di intendere la follia.

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Bruno Galli
Bruno Galli
2025-11-15 00:41:32
Numero di risposte : 2
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La follia simboleggia delirio, pazzia, demenza intesa sia come patologia, sia in senso figurato. La parola "follia" deriva dal latino "follis", che significa "sacco, mantice", e da "flare", che significa "soffiare", da cui "folle", come "testa vuota". La follia può anche essere intesa come qualcosa di eccessivo o esagerato, come nel caso in cui si spende una somma esagerata per qualcosa, come espresso nella frase "Ho speso una follia per il nuovo portatile, ma non mi pento!". In questo senso, la follia simboleggia anche una sorta di perdita di controllo o di ragione.
Rosita Donati
Rosita Donati
2025-11-14 20:15:30
Numero di risposte : 3
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Nel mondo classico la follia è legata alla sfera sacra: il folle rappresenta la voce del divino da ascoltare e interpretare. Nel Medioevo il folle diventa il rappresentante del demonio, colui che deve essere liberato dal male e in qualche modo esorcizzato. Un’interpretazione diametralmente opposta si ha nel Rinascimento quando il folle viene considerato una persona diversa, sia per i valori sia per la sua filosofia di vita, una persona che secondo questa prospettiva va rispettata come tutte le altre persone. A partire dall’ottocento l’immagine del folle è quella di una “macchina rotta”, cioè lesionata nel cervello. Il folle che diventa un malato psichiatrico, alla fine dei giochi non può che vedere quello che gli altri vedono, non può che essere quello che gli altri hanno scelto per lui quando hanno deciso di relegarlo in quel ruolo e mettergli in mano quel copione.

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