Prometeo pensò di rubarlo e una notte, dopo aver addormentato Vulcano con una tazza di vino drogato, rubò qualche scintilla che nascose in un bastone di ferro cavo; poi corse dagli uomini ed annunciò che recava loro il dono più grande.
Incatenò Prometeo su un'alta rupe; ribattendo col martello le infrangibili catene che aveva preparato, Vulcano disse a Prometeo di farsi coraggio perchè avrebbe dovuto soffrire la fame, la sete e il freddo, e di consolarsi pensando che senza di lui gli uomini sarebbero stati presto sterminati.
Un giorno Ercole vide l'aquila straziare Prometeo incatenato; col permesso di Giove, suo padre, abbattè allora il rapace e spezzò le catene: Giove dall'Olimpo, volgendo gli occhi al cielo, annunciò a Prometeo che lo rendeva libero.
A quel punto Prometeo gli espresse il desiderio di restare per sempre su quel monte, così, guardandolo, gli uomini si sarebbero rammentati che era stato lui a dar loro il fuoco.
Fu trasformato, subito, in una grande e maestosa roccia.