Il fattore scatenante della ludopatia riguarda la sensazione di piacere dovuta alle vincite così come lo stato di tensione emotiva generato da ogni giocata, il meccanismo che provoca, infine, una vera dipendenza è molto simile a ciò che verifica con l’assunzione di droga o alcol.
Il rilascio di dopamina, un neurotrasmettitore naturale associato alla sensazione di piacere, alla gratificazione e alla motivazione, viene stimolato nel momento in cui avviene una vincita al gioco, anche se di piccola entità.
Questo effetto provoca nel giocatore compulsivo l’impulso a continuare, con il desiderio di provare di nuovo il piacere già sperimentato, inoltre il rilascio di dopamina nel gioco d’azzardo riguarda non solo la vincita vera e propria, ma anche il momento di attesa del risultato della giocata: infatti, un ludopatico non smette di giocare anche nel caso in cui dovesse continuare a perdere.
Così come avviene per la droga, che necessita di dosi sempre maggiori per ottenere l’effetto voluto, anche nel gioco si verifica una graduale desensibilizzazione nei confronti della dopamina, che spinge un giocatore compulsivo a dedicare sempre più tempo a questa attività, ad alzare il livello e l’importo delle puntate e a cercare nuove emozioni, cimentandosi in giochi d’azzardo di diverso tipo, nonostante stia costantemente perdendo soldi.
Nel giocatore patologico vengono inoltro compromesse, nel corso del tempo, alcune importanti funzioni logiche e analitiche, riducendo così la capacità di valutare e comprendere i rischi e le conseguenze del proprio comportamento.