Qual è il dilemma di Antigone?
Naomi Silvestri
2025-11-30 21:00:11
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La questione è sollevata dalla protagonista, Antigone, che si contrappone a Creonte, re di Tebe.
I suoi due fratelli, Eteocle e Polinice, sono morti in guerra, e si pone il problema della loro sepoltura, ma, dal momento che Polinice si è rivoltato combattendo contro la propria città, il re Creonte intende rifiutargli la sepoltura.
A questo punto, la giovane Antigone si ribella, proponendo la distinzione fondamentale: mentre l’editto di Creonte è frutto di un potere tutto umano, del diritto positivo stabilito dalla città e del quale il re – che appare rigidamente prono alle proprie idee – è rappresentante, Antigone basa la propria pretesa su un livello più alto.
La necessità di seppellire il fratello al di là di quanto stabilito dalla legge della città poggia sulla legge degli dei, sulla giustizia divina, su un fattore, quindi, di piena umanità che esula, a suo dire, dalla legge positiva.
Nella misura in cui la legge si pone come dispositivo necessario per regolare la vita comunitaria all’interno di una società, nel momento in cui la legge stessa si pone – o viene percepita, ed è questo il punto – come ingiusta, come ci si deve comportare?
La posizione di Creonte è “giusta” secondo la legge positiva, ma è “ingiusta” secondo la prospettiva quasi “umanitaria” adottata da Antigone.
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