Prima di morire, nel 1876, mio padre rimase confinato a letto per molti giorni.
E ogni mattina una donna vestita di nero, coperta da un pesante velo, veniva in casa nostra, a Merrion Square, e non ostacolata da mia madre o chicchessia andava dritta in camera di sir William, si sedeva in capo al letto e stava lì tutto il giorno, senza pronunciare una parola e senza sollevare una sola volta il velo.
Nessun altra donna avrebbe tollerato la sua presenza.
Mia madre invece lo fece, perché sapeva che mio padre amava questa donna e sentiva che per lui doveva essere una gioia e un conforto averla vicina sul proprio letto di morte.
Sono sicuro che mia madre fece la cosa giusta a non giudicare l’ultima felicità di un uomo che stava per andarsene;
e sono altrettanto sicuro che mio padre comprese la sua apparente noncuranza.
Capì che non per indifferenza mia madre consentiva alla presenza della rivale, ma al contrario perché lo amava molto e morì con il cuore pieno di affetto e gratitudine per lei.