La diagnosi solitamente è clinica, lo specialista infatti evidenzierà durante l’esame obiettivo un’incapacità nella dorsiflessione volontaria del piede, una positività al Thompson test, oltre che la presenza di una soluzione di continuità palpabile a livello della superficie del tendine stesso.
A fronte della lesione, la sensazione tipica riferita dal paziente è quella di essere stato colpito da qualcosa di molto simile a una frustata a livello della regione inferiore della gamba, tale sensazione è generalmente accompagnata da una percezione di “schiocco”.
Il quadro clinico post-lesionale è caratterizzato da dolore e gonfiore nella zona del tallone, da un’incapacità funzionale sia nella flessione della caviglia, che al carico sull’arto coinvolto; inoltre il paziente riferisce un’impossibilità assoluta nella spinta sulla punta del piede.
La conferma avverrà tramite esami strumentali quali l’ecografia e la risonanza magnetica, che risultano necessari allo scopo di studiare accuratamente il tipo di lesione e stabilire, conseguentemente, l’iter terapeutico da seguire.