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Qual è il riassunto del mito di Atalanta e il cinghiale calidonio?

Corrado De luca
Corrado De luca
2025-10-04 02:51:35
Numero di risposte : 2
1
Atalanta è la figlia di Iasio e di Climene, ed è una figura della mitologia greca. Il suo nome dal greco Atalante, αταλάντη, significa “in equilibrio”. Secondo la mitologia che narra la storia di questa figura, Atalanta fu partorita da Climene, ma il padre avrebbe voluto un maschio. Atalanta divenne ben presto una vera e propria cacciatrice provetta, partecipò anche alla caccia del cinghiale calidonio, temuto da tutti per la sua ferocia, e fu la prima a colpirlo. La propensione per la caccia si manifestò presto quando affrontò e uccise con l'arco i centauri Ileo e Reco che avevano tentato di possederla. In seguito chiese di far parte degli Argonauti ma Giasone, che temeva la presenza di una donna sulla nave Argo, rifiutò. Altra prova di destrezza nella caccia la diede partecipando alla battuta per la cattura del cinghiale calidonio che riuscì a ferire per prima. Meleagro, in segno di onore, le fece dono della pelle della preda. La caccia del cinghiale calidonio fu un'impresa famosa che rese nota Atalanta. Atalanta fu la prima a colpirlo, durante la battuta per la cattura del cinghiale calidonio.
Fabrizio Ferri
Fabrizio Ferri
2025-09-27 01:47:58
Numero di risposte : 3
1
La leggenda greca narra che il cinghiale di Calidone, chiamato anche cinghiale calidonio, fu una bestia antica figlio della scrofa di Crommio. Secondo questo mito, il cinghiale venne inviato da Artemide per distruggere i campi di Calidone, in quanto il re, pur avendo avuto un raccolto molto ricco quell’anno, non fece le offerte votive alla dea Artemide, la quale si infuriò. La Dea Diana, irata con il Re Eneo di Calidone che aveva dimenticato di onorare il suo altare per l’annata feconda ricevuta, inviò per vendetta nei suoi terreni un mostruoso cinghiale. Il terrore si diffuse tra la gente fin quando Meleagro decise di riunire una schiera di giovani scelti per fronteggiare la belva. Anche Omero narra della celebre battuta di caccia alla quale parteciparono gli eroi del mito greco più valorosi e forti: Castore e Polluce, i Cureti, Ida e Linceo, Admeto e Atalanta. Molti dei protagonisti della caccia finirono per essere uccisi dal cinghiale: infine la bestia venne ammazzata da Meleagro.

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Nazzareno Parisi
Nazzareno Parisi
2025-09-16 12:30:16
Numero di risposte : 6
1
Ma Eneo si era dimenticato di fare sacrificio a Artemide, la dea della caccia, che mandò un cinghiale, quello che sarebbe stato chiamato cinghiale calidonio per l’appunto, a fare strage di uomini e animali. Al che Eneo mandò a chiamare ogni uomo disponibile per uccidere questo feroce cinghiale. Tra coloro che accorsero vi furono Castore e Polluce da Sparta, Ida e Linceo da Messene, ma soprattutto Anceo e Cefeo da Arcadia accompagnati dalla casta Atalanta dai piè veloci. Quando partirono per la caccia il primo sangue versato fu dei centauri Ileo e Reco che tentarono di usare violenza ad Atalanta ma lei reagì subito uccidendoli entrambi con le sue frecce. Quando trovarono il cinghiale molte furono le perdite per i cacciatori ma quando riuscirono ad ucciderlo Meleagro offrì la sua pelle a Atalanta perché molto era stato il caos portato da così tanti guerrieri e lei non era riuscita a scagliare le frecce come avrebbe potuto altrimenti. La caccia al cinghiale di questo mito è ispirata ad una vera caccia al cinghiale e a una rivalità fra tribù etolie. La morte del re causata da un cinghiale è parte di un mito molto antico. Il mito di Atalanta è ripreso e variato dall’alchimista, medico e musicista, Michael Maier nel suo Atalanta fugiens.
Gilda Lombardo
Gilda Lombardo
2025-09-15 06:26:13
Numero di risposte : 3
1
Il mito di Atalanta viene tramandato in molte versioni diverse. La fanciulla partecipò anche alla leggendaria caccia al cinghiale di Calidonia, che ferì senza però riuscire a ucciderlo. Il cinghiale venne finito da Meleagro che, impressionato dall’abilità e dalla bellezza di Atalanta, se ne innamorò. La leggenda beotica narra poi del tentativo di partecipare alla spedizione degli Argonauti, respinto da Giasone che temeva scompigli per la presenza di una donna sulla sua nave. Dedicata la sua vita e la sua verginità alla dea che l’aveva salvata quando era in fasce, Atalanta crebbe in bellezza e in virtù. Eccelleva nella caccia, nella lotta e nella velocità, doti che in più occasioni le permisero di difendersi in situazioni di pericolo. Il padre, desiderando ardentemente un figlio maschio, abbandonò la figlia su un monte, dove venne però allevata e allattata da un’orsa, mandata in soccorso dalla dea Artemide. Atalanta fu in seguito trovata da un gruppo di cacciatori che la iniziarono alla caccia, attività in cui la giovane si dimostrò da subito abile.

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Ursula Monti
Ursula Monti
2025-09-01 16:46:21
Numero di risposte : 8
1
Il mito di Meleagro è di origine antichissima. Una sua versione era già nota a Omero. Meleagro mito riassunto Le Moire predicono ad Altea che suo figlio Meleagro vivrà tanto quanto sarebbe durato un tizzone che in quel momento arde sull’altare. Un giorno suo padre Oineo, durante un sacrificio, dimentica di fare offerte ad Artemide, dea della caccia; allora la dea, irritata, invia per punizione un terribile cinghiale, perché distrugga i campi di Calidone. Oineo, re di Calidone, organizza quindi una battuta di caccia al cinghiale. Il cinghiale calidonio viene ferito prima da Atalanta, poi Meleagro gli dà il colpo mortale e consegna le spoglie dell’animale ad Atalanta. Meleagro è infatti innamorato di Atalanta sebbene sia già sposato con Cleopatra figlia di Ida. Questo gesto provoca le ire dei fratelli di sua madre Altea. Ne nasce dunque una rissa, nella quale il giovane eroe uccide gli zii. Altea allora, infuriata col figlio, rimette sul fuoco il tizzone e provoca così la morte del figlio.
Gelsomina Bernardi
Gelsomina Bernardi
2025-09-01 16:22:02
Numero di risposte : 8
0
Partecipò anche alla caccia del cinghiale Calidonio, temuto da tutti per la sua ferocia, e fu la prima a colpirlo. Meleagro, in segno di rispetto, le fece dono della pelle della preda. Caccia del cinghiale Calidonio. Il suo significato dal greco vuol dire “in equilibrio” ed è una figura mitologica molto importante. Di cosa stiamo parlando? Del mito di Atalanta, la cacciatrice! La bimba allevata dall’orsa Atalanta è la figlia di Iaso, re dell’Arcadia, e di Climene. Il sovrano, essendo desideroso di una prole di sesso maschile, presto manifestò avversità nei confronti della neonata, così decise di abbandonarla ancora in fasce alle pendici del monte Pelio. Allibita dall’accaduto, Artemide, dea della caccia, mandò un’orsa in soccorso, per allevarla e nutrirla. Poco tempo dopo, Atalanta fu trovata da alcuni pescatori che l’adottarono definitivamente. Artemide, Dea della caccia Crebbe bella e forte, decise di rimanere vergine e di diventare un’abile cacciatrice, uccidendo i centauri Ileo e Reco che l’avevano insidiata. Atalanta è la figlia di Iaso, re dell’Arcadia, e di Climene. Crebbe bella e forte, decise di rimanere vergine e di diventare un’abile cacciatrice, uccidendo i centauri Ileo e Reco che l’avevano insidiata. Partecipò anche alla caccia del cinghiale Calidonio, temuto da tutti per la sua ferocia, e fu la prima a colpirlo. Meleagro, in segno di rispetto, le fece dono della pelle della preda.

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Loredana Giordano
Loredana Giordano
2025-09-01 14:02:31
Numero di risposte : 6
0
La propensione per la caccia si manifestò presto quando affrontò e uccise con l'arco i centauri Ileo e Reco che avevano tentato di possederla. In seguito chiese di far parte degli Argonauti ma Giasone, che temeva la presenza di una donna sulla nave Argo, rifiutò. Altra prova di destrezza nella caccia la diede partecipando alla battuta per la cattura del cinghiale calidonio che riuscì a ferire per prima. Meleagro, in segno di onore, le fece dono della pelle della preda. L'eco dell'impresa la rese famosa tanto che il padre infine la riconobbe. Atalanta, per accontentare il padre, sicura dei propri mezzi, promise di sposarsi solo con chi l'avesse battuta in una gara di corsa. La posta era altissima: ciascun pretendente che non ne fosse uscito vincitore, sarebbe stato ucciso. Nessuno riuscì a batterla finché non arrivò Ippomene che, profondamente innamorato, volle cimentarsi nella rischiosissima impresa chiedendo aiuto ad Afrodite. La dea diede allora a Ippomene tre mele d'oro tratte dal Giardino delle Esperidi ed egli, seguendone il consiglio, lasciò che cadessero una a una durante la corsa. Atalanta ne risultò irresistibilmente attratta e si fermò ogni volta a raccoglierle perdendo così terreno prezioso e, infine, la gara stessa.