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Qual è la maledizione di Meleagro?

Aldo Battaglia
Aldo Battaglia
2025-09-23 20:21:33
Numero di risposte : 4
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La maledizione di Meleagro consiste nella morte causata dalla madre Altea, che gettò nel fuoco il tizzone, che lei custodiva dalla nascita e da cui secondo gli avvertimenti delle Moire dipendeva la vita di Meleagro. Secondo Bacchilide, Altea, irata per la morte dei fratelli, gettò nel fuoco il tizzone, sicché Meleagro morì subito. Altea gettò il tizzone nel fuoco dopo che Meleagro aveva ucciso involontariamente i fratelli.
Silvana Guerra
Silvana Guerra
2025-09-19 05:10:13
Numero di risposte : 9
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La maledizione di Meleagro fu conseguenza della morte dei figli di Testio, che Meleagro uccise dopo che essi gli avevano portato via la pelle del cinghiale calidonio che egli aveva donato ad Atalanta. Altea, afflitta dalla morte dei suoi fratelli, fra atroci sofferenze e tentennamenti fece bruciare tutto il tizzone, e così Meleagro morì all'istante. Un'altra versione narra che quando i figli di Testio reclamarono la preda sostenendo che il primo colpo era stato quello di Ificlo, fra Cureti e Calidoni scoppiò una guerra. Meleagro riuscì a venir fuori dalla città assediata, e uccise alcuni dei figli di Testio: Altea allora gli lanciò una maledizione. Atropo aggiunse che sarebbe morto quando il tizzone che era nel focolare si fosse completamente consumato. Quando Meleagro compì sette anni, apparvero le Moire, Cloto e Lachesi, le quali predissero che il bimbo sarebbe cresciuto forte e magnanimo.

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Nadia Costa
Nadia Costa
2025-09-10 10:33:33
Numero di risposte : 6
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Il mito della sua morte si riferisce alle relazioni di parentela: egli rompe tali relazioni uccidendo lo zio materno e la madre, a sua volta, fa morire lui in seguito a una maledizione. In un'altra versione, Altea lo uccide in un modo ancor più prodigioso: ella conservava un tizzone che aveva tolto dal fuoco quando le Moire le si erano presentate dicendole che suo figlio Meleagro sarebbe vissuto per tutta la durata di quel tizzone che stava bruciando. Allorché Altea decise di far morire il figlio, prese il tizzone e lo gettò a consumarsi nel fuoco.
Pasquale Ferrari
Pasquale Ferrari
2025-09-01 22:51:11
Numero di risposte : 6
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La triste storia di Meleagro inizia con Altea che partorisce un bambino di nome Meleagro, alcuni dicono che lo stesso sia nato da Marte. Poiché era questi di sette giorni, le moire dicevano che allora Meleagro sarebbe morto, quando il tizzone bruciato nel focolare si consumava. Sapendo ciò Altea portò via il tizzone e lo depose nella cassa. Meleagro dunque diventa un uomo invulnerabile e valente: alla fine muore in questo modo. Il sovrano di Calidone, presentando nel contado a tutti gli dei le primizie dei frutti annuali, si dimentica della sola Artemide. Altea, per la perdita dei fratelli, prende il tizzone dalla cassa e lo brucia e Meleagro muore all’istante. La maledizione di Meleagro può essere vista come la profezia delle Moire, che avevano predetto la sua morte quando il tizzone si consumava. La dimenticanza del sovrano di Calidone di offrire primizie ad Artemide porta alla sua ira e alla conseguente uccisione di Meleagro per mano della madre. In questo senso, la maledizione di Meleagro può essere vista come una combinazione di fattori, inclusa la profezia delle Moire e l'ira di Artemide.

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Jelena De Santis
Jelena De Santis
2025-09-01 21:51:32
Numero di risposte : 5
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M. Avendo Eneo, signore di Calidone, nel fare ecatombe agli dei lasciato in disparte o per inavvertenza o per disprezzo Artemide, questa mandò contro le terre di lui un cinghiale che recò loro gravissimi danni. Ma non essendo ancora spento lo sdegno della dea, essa destò un'aspra contesa fra gli Etoli e i Cureti per la pelle della belva. Dopo la poesia epica trattarono della leggenda di M. la lirica e la tragedia. Per quel che riguarda la lirica erano, sino a una quarantina d'anni fa, fonti precipue frammenti di Stesicoro, di Simonide e di Pindaro: ora, dopo la scoperta di Bacchilide, si ha il magnifico mito dell'ode bacchilidea quinta, dove ricorre per la prima volta ampiamente svolto il motivo del tizzone che Altea, uditi i discorsi delle moire, rapisce al focolare al momento della nascita dell'eroe e custodisce gelosamente nell'arca dalla quale lo toglie scaraventandolo tra le fiamme nell'ira che la pervade alla notizia dell'uccisione - per quanto involontaria - dei fratelli di lei da parte di M. Nel teatro si occuparono di M. Frinico nelle Pleuronie, Eschilo occasionalmente, Sofocle ed Euripide in un Meleagro. A Euripide sembra dovuta l'introduzione della figura di Atalanta fra i cacciatori del cinghiale e l'invenzione del motivo dell'amore di M. per la bella cacciatrice: la leggenda prende così quell'intonazione erotico-sentimentale che sarà cara a buona parte della tarda tragedia e alle fonti alessandrine in generale.