Il primo è sicuramente Sant’Isidoro l’agricoltore, che coltivò la terra per tutta la vita e per questo è patrono dei contadini e protettore dei raccolti.
Si festeggia il 15 maggio, nel cuore della primavera.
Il calendario dei Santi – in particolare con i Santi che proteggono l’agricoltura – per noi è una specie di istituzione.
Diciamo anzi che il calendario bisogna sempre averlo in testa, quando si lavora nei campi.
Con i Santi gli agricoltori hanno da sempre un rapporto speciale, quasi privilegiato.
Ai Santi, in qualche modo, si pensa sempre in campagna.
Per quanto organizzata, concreta e razionale possa essere la moderna agricoltura, sotto sotto ci si misura sempre con qualche imprevisto e con avvenimenti che si prevedono solo in parte.
I Santi, che ci crediamo o no, aiutano a convivere con questa incertezza.
Parlando di Santi bisogna essere precisi, perché un Santo non vale l’altro.
E come tutte le altre attività, anche l’agricoltura ha i suoi Santi di riferimento che la proteggono.
Il primo è sicuramente Sant’Isidoro l’agricoltore, che coltivò la terra per tutta la vita e per questo è patrono dei contadini e protettore dei raccolti.
E sempre a proposito di immagini sacre con vassoi di mele, ti segnaliamo il post del 6 dicembre su San Nicola, anche quella è una bellissima tradizione!
I principali Santi del mondo agricolo
Il primo è sicuramente Sant’Isidoro l’agricoltore, che coltivò la terra per tutta la vita e per questo è patrono dei contadini e protettore dei raccolti.
Si festeggia il 15 maggio, nel cuore della primavera.
C’è poi San Benedetto da Norcia, il patriarca del monachesimo occidentale, che ebbe un ruolo fondamentale nel mantenere e promuovere la cultura agricola in Europa.
Viene celebrato sia il 21 marzo che l’11 luglio.
Altre ricorrenze del mondo agricolo sono San Leonardo, festeggiato il 6 novembre, invocato per scongiurare la grandine;
Sant’Antonio Abate, protettore degli animali e degli allevatori, celebrato il 17 gennaio, giorno in cui tradizionalmente inizia l’annata agricola;
San Biagio protettore della gola e dell’agricoltura, a cui si collega l’usanza di conservare l’ultimo pezzetto di un panettone natalizio fino al 3 febbraio, giorno della sua ricorrenza.
E infine come non citare San Martino di Tours, ricordato l’11 novembre, giorno in cui si chiude l’annata agricola e si rinnovano i contratti.
Per quanto riguarda poi i fruttivendoli, il patrono ufficiale dei nostri amici negozianti dell’ortofrutta è San Cristoforo, che è ricordato il 25 luglio.
E visto che siamo in Trentino vogliamo ricordare anche tre Santi che hanno un legame particolare con il nostro territorio:
San Vincenzo Ferrer, protettore dei viticoltori che si festeggia il 5 aprile,
San Giovanni Gualberto patrono dei boscaioli, la cui ricorrenza è il 12 luglio,
e San Maurizio patrono degli alpini.
Il suo giorno è il 22 settembre.
Di questa Santa, che pure lei è patrona dei fruttivendoli oltre che dei fioristi, si racconta una leggenda molto singolare.
Un uomo la vide sulla strada del martirio e la derise chiedendole di mandargli un cesto con delle rose e delle mele, una volta giunta nel giardino del Signore.
Il cesto arrivò sul serio e quell’uomo si convertì.
Molti artisti hanno dedicato a Santa Dorotea pitture e sculture, raffigurandola spesso con le mele e le rose.
Qui in Trentino, nella chiesa arcipretale di San Marco a Rovereto, c’è una pala d’altare dedicata a lei e, se guardi bene, vedrai l’angioletto che porge il cesto di mele.
Il suo giorno?
Il 6 febbraio, da segnare.
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PS: tutte le date sono tratte dal sito santiebeati.it
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