Il culto di Bacco a Roma, non era propriamente autoctono, o meglio anche le popolazioni italiche e soprattutto gli Etruschi avevano un dio che si avvicinava a quello che poi diventerà Bacco, per culto e riti e si chiamava Fufluns.
La diffusione a Roma però avvenne grazie alla propagazione delle tradizioni greche e del dio Dioniso, figlio di Zeus, Giove per i romani.
Il culto di Bacco poi venne sostituito in età classica con quello di un altro dio, più discreto e meno violento di Bacco, Liber, sempre figlio di Giove e di Semele.
Pare che il suo nome in greco, Dioniso, significasse proprio questo, il dio nato due volte, oppure il dio dalla doppia porta.
Il dio dell’uva e del divertimento Proprio per l’episodio accaduto nella sua “prima nascita”, l’edera divenne uno degli attributi principali di Dioniso, insieme al tirso e ovviamente all’uva.
Il vino infatti era lo strumento principale per raggiungere l’ebbrezza, stato in cui si svolgevano i baccanali.
Finito il tempo il bambino nacque sano e senza problemi, per la seconda volta, da qui pare derivi il suo nome.
Il culto di Bacco a Roma, non era propriamente autoctono, o meglio anche le popolazioni italiche e soprattutto gli Etruschi avevano un dio che si avvicinava a quello che poi diventerà Bacco, per culto e riti e si chiamava Fufluns.
La diffusione a Roma però avvenne grazie alla propagazione delle tradizioni greche e del dio Dioniso, figlio di Zeus, Giove per i romani.
Il dio dell’uva e del divertimento Proprio per l’episodio accaduto nella sua “prima nascita”, l’edera divenne uno degli attributi principali di Dioniso, insieme al tirso e ovviamente all’uva.