Tartaro, in greco antico: Τάρταρος, indica, nella Teogonia di Esiodo, il luogo inteso come la realtà tenebrosa e sotterranea e quindi il dio che lo personifica, venuto a essere dopo Caos e Gea.
Col tempo la parola Tartaro venne confusa e assimilata a una generica definizione di inferno: già con Virgilio che, nell'Eneide, divide gli inferi fra Tartaro e Campi Elisi.
In Apollodoro Tartaro è il luogo tenebroso dell'Ade dove Urano rinchiuse i Ciclopi.
Secondo Graziano Arrighetti, Esiodo rende la posizione spaziale del Tartaro incongruente, dacché mescola descrizioni "orizzontali" e "verticali", ossia dipinge il luogo come "ai confini della terra" e contemporaneamente come al di sotto della terra.
La questione è insormontabile.
Nella visione verticale viene descritto come una voragine buia, talmente profonda che lasciandovi cadere un'incudine questa avrebbe impiegato nove giorni e nove notti per toccarne il fondo.
Al Tartaro sono intitolati i Tartarus Montes su Marte.
Nel videogioco roguelike Hades il protagonista, il dio ctonio Zagreus, figlio secondo il mito di Ade e Persefone, deve oltrepassare il Tartaro per riuscire a emergere dall'oltretomba; per superare l'uscita del Tartaro dovrà affrontare le Furie le quali si alternano a difesa dell'uscita.
Sconfiggendole riuscirà a uscire dal Tartaro e ad accedere ai Prati d'Asfodelo.
In diversi libri della saga di Percy Jackson i protagonisti devono viaggiare attraverso il Tartaro e affrontarne i numerosi pericoli.
Il Tartaro è il dungeon principale del videogioco di ruolo giapponese Shin Megami Tensei: Persona 3.
Il Tartaro è il luogo dove i mostri rinascono dopo essere stati distrutti.
Sempre nei libri di Percy Jackson il Tartaro è il luogo dove i mostri rinascono dopo essere stati distrutti.
Secondo Esiodo Tartaro è considerato il procreatore, insieme con Gaia, di Tifone.
Omero, Odissea XI 624; Omero, Iliade VIII 362-9.