Le perdite bianche vaginali rappresentano un fenomeno estremamente comune e, nella maggior parte dei casi, perfettamente normale.
Tali secrezioni sono costituite principalmente da muco prodotto dalla cervice uterina, cellule epitaliali e fluidi vaginali, e variano in colore e consistenza a seconda del momento del ciclo mestruale e dello stato ormonale della donna.
La variabilità delle secrezioni è influenzata da fluttuazioni ormonali, dall’ovulazione, dall’eccitazione sessuale o dalla gravidanza, ma cambiamenti evidenti, odori intensi e sintomi associati devono sempre essere valutati da un medico.
Quando le perdite bianche sono considerate normali?
Nel corso del ciclo mestruale e in diverse fasi della vita femminile, la secrezione bianca può essere perfettamente fisiologica.
Quando le perdite sono inodori, di colore bianco-latte e non associate a prurito, bruciore o irritazione, non rappresentano un segno preoccupante e sono spesso parte della normalità.
Alcune situazioni cliniche possono causare perdite vaginali bianche, spesso con caratteristiche ben riconoscibili.
Occorre rivolgersi a un medico quando le perdite:
Assumono una consistenza densa, simile a ricotta, soprattutto se accompagnate da prurito, bruciore, arrossamento e fastidio vulvare.
Sono maleodoranti, talvolta con odore di pesce, e di natura schiumosa.
Presentano una colorazione grigia o giallo-verdognola e sono associate a bruciore, prurito o irritazione.
Sono abbondanti, accompagnate da dolore pelvico, fastidio durante i rapporti o sintomi urinari.
In generale, qualsiasi cambiamento improvviso e significativo delle proprie secrezioni, specie in presenza di malessere locale, deve essere indagato.