Lo spettacolo, prendendo spunto da un celebre episodio raccontato nell’Odissea di Omero, racconta la discesa agli inferi di Ulisse alla ricerca dell’indovino Tiresia, le cui profezie saranno fondamentali per il prosieguo del suo viaggio.
Per questa ragione Circe lo indirizza verso l’Ade, a interrogare Tiresia.
Durante la peregrinazione, narrata nell’XI libro dell’Odissea, Ulisse incontra molti compagni caduti a Troia, sua madre, tanti personaggi della mitologia classica e soprattutto riesce a ottenere lumi sul suo futuro dall’indovino.
In questo spettacolo la catabasi di Ulisse, diventa anche e soprattutto un viaggio tra i fantasmi del suo passato e le ombre del suo futuro, un viaggio tra i suoi sogni e i suoi rimorsi, le sue ambizioni e i suoi rimpianti, un emblema di quel viaggio che tutti noi, alla scoperta di noi stessi, siamo chiamati a fare quotidianamente.
La sua discesa agli inferi Ulisse incontra il suo vecchio amico e compagno d’arme Elpenore, Palamede ed Aiace Telamonio, suoi nemici ed avversari, entrambi periti a causa delle sue trame.
Incontra sua madre, Anticlea, della cui dipartita era all’oscuro.
Ma il suo viaggio è soprattutto metafora del viaggio dell’uomo, alle prese con gli spettri del proprio passato e le speranze del proprio futuro.