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Qual è la simbologia di Artemide?

Ercole Pellegrino
Ercole Pellegrino
2025-11-24 20:03:24
Numero di risposte : 7
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Simbolo di castità e indipendenza, Artemide era abituata a vivere in mezzo alla natura selvaggia, vagava in piena autosufficienza con le sue ninfe per i boschi, aiutando altre donne a partorire e a trovare la propria autonomia.In Artemide risiede l’energia che porta ad esplorare territori incontaminati, siano essi della natura fisica o intellettuale.Ama coltivare le proprie passioni, tra cui spesso spiccano i viaggi e le attività sportive. È uno spirito libero a cui piace passare molto tempo all’aria aperta, meditare e godersi i piaceri della vita.La bellezza che ha origini dalla dea Artemide è tipica di una donna che ritiene importante ritagliarsi del tempo per il proprio benessere fisico e mentale, coltivando le proprie passioni e prendendosi cura di sé.
Gianriccardo Pagano
Gianriccardo Pagano
2025-11-10 19:36:31
Numero di risposte : 3
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Artemide infatti era detta ‘signora degli animali’ (pótnia therôn), di quelli selvaggi in particolare. Tra i suoi epiteti ricordiamo: Agrótera («selvaggia»), Iochéaira («lanciatrice di frecce»), Kourotróphos («allevatrice di bambini»), Locheía/Lochía («protettrice dei parti»), Tauropólos («domatrice di tori» ovvero «onorata in Tauride»), Toxophóros («che porta l’arco»). Vi è poi un’Artemide di Èfeso con caratteri vagamente ‘orientali’, caratterizzata dalla presenza di molte mammelle, simbolo della maternità e della fecondità, che è stata posta in relazione alla dea frigia Cibèle, a sua volta assimilata alla greca Rea; In àmbito italico verrà identificata con Diana. Artemide sopravvive nella cultura popolare quale guida demoniaca delle streghe; in Dante e nella letteratura umanistica come simbolo della Castità, personificazione della verginità, della libertà nonché – in tempi recenti, per esempio nel romanzo Diana of the Crossways di G. Meredith (1885) – anche dell’emancipazione femminile.

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Osvaldo Mazza
Osvaldo Mazza
2025-11-10 19:35:32
Numero di risposte : 9
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Artemide è la dea arciera che vive con le ninfe nel bosco, simbolo di libertà, di sorellanza e di capacità di centrare i propri obiettivi. L’archetipo della Dea è quello della vergine, della donna psicologicamente “una in sé stessa”. Personificazione dello spirito femminile indipendente. È incarnazione della sacralità inviolabile del principio femminile e delle sue energie mutevoli, e come tale ne esprime apparenti contraddizioni: è una dea vergine che ispira la promiscuità sessuale, è cacciatrice, ma anche protettrice degli animali, assiste le donne durante il parto, ma dispensa morte a chi con le sue frecce a chi va contro di lei. La dea aveva diversi nomi: Agrotera, Cinzia, Ecate, Febe, Cordaca, Ortosia, Orthia, Ortigia, Stinfalia, Coritalia, Cariatide, Dafnia, Delia, Brauronia, Ilizia, Elafebolia, Tauropolos, Apanchomene, Anahita, Leucofrine. La dea è per sua natura associata a molti animali selvatici, simboli delle sue qualità: Il cervo, la lepre per la loro natura sfuggente, la leonessa per la sua regalità, l’orso per il suo essere protettrice di fanciulle e cinghiale, simbolo della distruttività nociva e vendicativa, che rischia di possedere la dea. L’arco è invece simbolo di un femminile capace di raggiungere un obiettivo senza indugi. Spesso viene rappresentata con il capo circondato dalla luna e le stelle.