Thanatos o pulsione di morte è un impulso inconscio. Sembra fare ritorno o avvicinarsi al riposo assoluto, vale a dire alla non esistenza. In altre parole, la pulsione di morte ci spinge verso l’autodistruzione, addirittura l’annullamento. È un concetto che va a braccetto con la pulsione di vita, il suo contrario: la tendenza alla costruzione del sé.
La pulsione di morte e quella di vita si tengono per mano; sono sempre presenti, danno forma a una dialettica di lotta e a un equilibrio il cui risultato è la stessa vita, l’autoconservazione. Il fatto che Thanatos sia una forza rivolta alla dissoluzione non significa che sia sempre, e da tutti i punti di vista, negativa.
La pulsione di morte è in relazione anche con altri principi. È associata al principio di realtà, quello che ci aiuta a mediare. Il principio di piacere agisce cercando la gratificazione; quello di realtà ci blocca quando il primo non è adeguato. In questo modo conviviamo in società in modo assertivo. Ma è ancora più associato al principio del nirvana che tende verso il nulla, il riposo totale, in altre parole, la morte.
Sebbene Thanatos ci possa condurre verso il sentiero dell’autodistruzione, la sua influenza non è di regola negativa. Da un lato, in ogni momento della vita in cui ci autodistruggiamo possiamo imparare qualcosa, avendo l’opportunità di allenare la resilienza, la forza che ci permette di affrontare le avversità. La pulsione di morte ha anche a che fare con il riposo che è estremamente utile per la sopravvivenza. Visto in questo modo, cioè come qualcosa di adattivo, svanisce quel carattere di oscurità e ombre che sembrano essere associate a questo principio.
Perché, quindi, adattivo. Ebbene, perché in molte situazioni ci permette di combattere e difenderci. E anche perché è associato al momento dell’orgasmo. Da un lato ci spinge la pulsione di vita che tende a raggiungere la soddisfazione sessuale e dall’altro thanatos, legato al momento dello sfogo e del ritorno, ovvero al punto in cui torniamo a riposo.
La pulsione di morte, infine, facilita la separazione tra noi e l’esterno. Questo ci permette di identificarci, essere autentici e non fonderci a livello mentale con gli altri. In sostanza, thanatos distrugge e ripara. È essenziale alla sopravvivenza e agisce in sinergia con la pulsione di vita, senza separarsene. Si tratta, in definitiva, di una forza senza pari da cui abbiamo molto da imparare.