Proserpina è la versione romana della dea greca Persefone o Kore.
Il nome potrebbe derivare dalla parola latina proserpere a significare la crescita e l'emergere delle forme naturali e in particolare della coltivazione del grano.
Infatti, in origine, fu senza dubbio una dea agreste.
Viene anche identificata con la dea Libera.
Proserpina era figlia di Cerere.
Secondo Proclo e Strabone, invece l'episodio del mito si verificò a Hipponion.
Proserpina, figlia della dea Cerere, tra le tante fanciulle intente a cogliere fiori sulle rive del lago di Pergusa.
Il dio dell'Ade, in due falcate le fu addosso e l'abbracciò voracemente e via col dolce peso.
Cerere, madre di Proserpina e dea dell'Olimpo, fu disperata alla notizia della scomparsa della figlia, e invocò l'aiuto di Giove, re di tutti gli dei, per aiutarla a ritrovare la bella Proserpina.
Dopo nove giorni e nove notti insonni di dolore, decise di rivolgersi a Giove per implorarlo di farle riavere la figlia.
Giove inviò Mercurio da Plutone per imporgli di restituire Proserpina alla madre.
A Plutone non restò che obbedire.
Però, prima di farla partire, fece mangiare alla sua amata dei chicchi di melagrana.
I succosi chicchi di melagrana legarono Proserpina all'Ade per sempre.
Zeus, tuttavia, mosso a compassione, fece sì che Proserpina potesse trascorrere sei mesi ogni anno insieme alla madre, e che i sei mesi restanti vivesse insieme a Plutone.
È proprio al mito di Proserpina e all'ira di Cerere, infatti, che si fa risalire l'alternanza delle stagioni.
A Dis Pater si ricollega Proserpina che simboleggerebbe il seme del frumento e che la madre avrebbe cercata dopo la sua scomparsa.
Valerio Massimo Factorum et dictorum memorabilium libri IX II 4,5.
Agostino d'Ippona, La città di Dio IV,8.
Claudio Claudiano, De raptu Proserpinae.
Strabone, Geografia Libro VI.
Marafiotus, Croniche et antichità di Calabria, libro I cap. 15, pag. 37.
Godofredi Hermanni - Opuscola, De Aeschili Glaucis, vol. 2, pagg. 73-74.
Francesco Alunno, La fabbrica del mondo, Venezia, 1548.
Persefone.
Metamorfosi di Ovidio.
Dis Pater.
Divinità della morte.
Personificazione della morte.
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