L'aurora boreale, o aurora polare, è provocata dall’interazione tra le particelle cariche provenienti dal sole e la magnetosfera terrestre. Molti popoli consideravano l’apparizione dell’aurora boreale un segno di buon auspicio, per altri, invece, un evento funesto, presagio di avvenimenti negativi.
Nel nord, il colore verde pallido delle aurore ha spinto le persone ad associarle ai morti.
In Groenlandia, per esempio, immaginavano le anime dei bambini defunti giocare nel cielo.
Gli Skolt Sámi, uno dei gruppi del popolo indigeno Sami che si distingue per la loro lingua specifica, credevano che, coloro che erano stati assassinati, stessero ancora sanguinando o addirittura si ferissero nell’aldilà, causando così le aurore nel cielo.
I popoli indigeni della Siberia, invece, e alcune tribù di nativi americani, credevano che i morti stessero cavalcando o giocando nel cielo e, di tanto in tanto, il sangue versato causasse la comparsa delle aurore.
Nella mitologia norrena, le aurore boreali sono collegate a Odino e alle Valchirie.
Odino era il capo degli dei e sovrano di Asgard, venerato da tutti i vichinghi: secondo la credenza popolare, durante ogni battaglia, Odino avrebbe scelto i guerrieri destinati a morire e a unirsi a lui nel Valhalla, la sua dimora.
Le Valchirie, guerriere a cavallo dotate di armature, lance e scudi, avevano il compito di condurre i guerrieri scelti da Odino nel Valhalla.
È qui che entrano in gioco le aurore che, con la loro luce, emanata dai riflessi delle armature delle Valchirie, guidavano i guerrieri verso il Valhalla.
Altre leggende norrene affermano che l’aurora fosse il respiro dei coraggiosi soldati morti in combattimento.
In altre storie, invece, si credeva che l’aurora fosse il “Ponte Bifrost”, un arco luminoso e pulsante che conduceva i guerrieri caduti al loro ultimo luogo di riposo nel Valhalla.
Nelle rare occasioni in cui vengono avvistate nell’Europa centro meridionale, le aurore boreali sono di colore rosso.
Ecco perché le antiche popolazioni di Francia, Grecia e persino Italia le associavano al colore del sangue e quindi simbolo di cattivo auspicio.
Durante la Guerra Franco-Prussiana (1870–71), per esempio, una coincidenza ha illuminato i cieli di rosso proprio quando i campi di battaglia diventarono rossi del sangue dei soldati caduti.