Il concetto di inferi come luogo punitivo per le anime che avevano peccato durante la loro vita terrena o che non erano riuscite a raggiungere la gloria eterna esiste già nelle mitologie più antiche.
Nonostante molte mitologie siano parecchio distanti tra loro, sia in termini di tempo che in termini di distanza, vi sono alcuni elementi che si ripetono: il più evidente è sicuramente la struttura divisa in livelli, in modo da punire in maniera esponenziale tutti i peccati dal meno grave al più grave.
Il Niflheimr rappresenta dunque il posto dedicato alle anime non degne di entrare nel Valhalla, riservato solo alle anime dei valorosi guerrieri morti gloriosamente in battaglia, ed è diviso in diversi livelli.
Il livello più basso è il Náströnd, il bordo dei cadaveri, dove sorge un castello pieno del veleno dei serpenti.
In questo fortezza assassini, feriti e adulteri soffrono indicibili tormenti da parte del drago Níðhǫggr, il quale risucchia il sangue dai loro corpi.
Nel caso della mitologia greca non esistono singolarmente l’inferno e il paradiso, ma si trovano entrambi sotto il nome di "Ade", che rappresenta l’intero aldilà.
Qui arrivavano tutte le anime dei defunti che venivano portate in diversi luoghi in baso a ciò che fecero durante la loro vita.
Tre sono i principali luoghi dell’Ade: i prati di asfodelo, il luogo in cui risiedono eternamente la maggior parte delle anime dei defunti, dove conducono un'esistenza inconsistente e senza oggetto, i Campi Elisi, dove dimoravano dopo la morte le anime di coloro che erano giudicati buoni dai tre giudici delle anime: Minosse, Radamante ed Eaco, e infine il Tartaro, il punto più profondo degli inferi, un luogo punitivo per eroi e dei che avevano infranto le leggi divine.
Il reame dei morti nella mitologia cinese è situato in una montagna, la Fengdu, ed è costituito dal Diyu, un labirinto di stanze, ognuna con l’obbiettivo di giudicare un diverso tipo di peccato.
Tale regno è governato da Yan Luo Wang, il Re degli Inferi.
L'inferno cinese è suddiviso in più strati e rispecchia la visione in classi della società cinese, che si regge sul principio di giudici che governano in modo retto e terribile.
A governare ognuno di questi strati vi sono numerosi Dei; tuttavia, il numero dei livelli non è certo: si parte da 3-4 livelli ed in alcune leggende si arriva perfino a 18.
Similmente all’inferno cristiano le anime sono tormentate dai demoni.
La particolarità degli inferi cinesi è rappresentata dal tempo passato dalle anime all’interno di essi; la condizione infernale, infatti, non è permanente e le preghiere dei vivi possono aiutare i morti a passare i vari stadi di purificazione e liberarsi.
Espiati i propri peccati, all'anima viene data la Coppa dell'Oblio da Meng Po, un'anziana signora che accompagna le anime negli inferi.
L'anima viene quindi rispedita nel mondo dei vivi per una nuova reincarnazione, dove vivrà nuovamente per dimostrare di perseguire la Via del Tao (la virtù), giungere alla perfezione e divenire immortale.