Il mito di Ulisse ci ricorda che viaggiare ti insegna a superare gli ostacoli. Un vero viaggio presenta dei veri ostacoli, come mostri mitologici, sirene, il gigante dal solo occhio Polifemo o la terribile Maga Circe, ma affrontarli è un passaggio necessario per l’eroe, e solo la determinazione, l’astuzia o l’ingegno permettono a Ulisse di raggiungere il proprio scopo. La bellezza di un viaggio sta tutta nel tragitto, molti non vedono l’ora di raggiungere la meta, ma il vero amante del viaggio sa bene che la bellezza sta tutta nel percorso che si attraversa per raggiungerla. Il viaggio ha sempre uno scopo, che non sempre è il semplice raggiungimento di una meta, nel caso di Ulisse, lo scopo è il ritorno dopo tanti anni di lontananza alla propria terra, alla propria casa, alla propria moglie. Il viaggio è una continua scoperta, nuove culture, nuove conoscenze, nuovi sapori, lingue ed esperienze, il viaggio di Ulisse è menzionato anche nell’Inferno di Dante, dove l’eroe omerico sconta proprio la troppa “sete di conoscenza”. Il viaggio è una perdita di punti di riferimento, il viaggio di Ulisse ha una caratteristica importante: avviene per mare, questo vagare nel mare è un tema ripreso da tantissima letteratura, specie negli ultimi secoli, quando esplorazioni e naufragi portavano i vari Robinson Crusoe a “perdere” i propri punti di riferimento per scoprirne di nuovi. Il viaggio è scoperta della bellezza, qualcuno ha detto che il viaggio in fin dei conti è tutta una questione di estetica, la storia di Ulisse sembra dimenticare la bellezza, tutta presa dalla tragedia e dalle difficoltà incontrate dal protagonista e dai suoi compagni di viaggio.
Il viaggio come ricerca del senso della vita, tra tutte le rielaborazioni del mito di Ulisse, senza dubbio la più famosa è quella dell’Ulisse di Joyce, l’eroe dello scrittore irlandese riprende e sottolinea un altro aspetto della vicenda dell’eroe omerico, e quindi un altro aspetto del viaggio, forse il più importante: la ricerca di un senso.
Allo stesso modo ogni viaggio, per piccolo che sia, comporta in fin dei conti un distacco dalla quotidianità e una ricerca di se stessi e, in ultimo, di un senso.