Ci sono circa 250 miti di trasformazione nelle Metamorfosi di Ovidio.
L’opera, le Metamorfosi di Ovidio, si chiude con la divinizzazione di Cesare, che assurge in cielo sotto forma di astro, e con la celebrazione di Augusto.
Sono narrati quindi i miti di uomini tramutati in: animali: Atteone in cervo, Ecuba in cagna, Aracne in ragno, ecc.;
piante: Giacinto in fiore, Dafne in lauro, Ciparisso in cipresso, ecc.;
esseri inanimati: Niobe in pietra, Biblide in fonte.
Nel terzo libro, ad esempio, sono raccolte tutte le vicende relative al culto di Dioniso in terra tebana.
Nei primi due libri vengono collocati i miti relativi alla trasformazione del Caos nei vari elementi della natura, poi la creazione dell’uomo, il diluvio universale, l’incendio della terra causato da Fetonte, infine la rinascita degli uomini ad opera di Deucalione e Pirra.
A partire dal libro III, si entra nell’età dei semidei e degli dei, e delle loro passioni per gli esseri umani.
Il libro XIII contiene la fuga di Enea con il padre Anchise e il figlioletto Ascanio.
Il libro XIV contiene l’ultima parte del viaggio di Enea, l’approdo in Italia e i racconti mitici sull’origine di Roma.
Il libro XV, l’ultimo, ha particolare rilievo il discorso di Pitagora sulla metempsicosi e, quindi, sulla metamorfosi come legge che regola il mondo.