Iride, conosciuta anche come Iris, Iri, Taumantia e Taumantiade, è un personaggio della mitologia greca.
Dea minore dell'Olimpo, messaggera degli dèi e personificazione dell'arcobaleno.
È citata nell'Iliade, in cui si legge, ad esempio, che «Zeus padre dall’Ida… incitò… Iris dall’ali d’oro a portare in fretta un messaggio.»
Nel quinto libro dell'Eneide è inviata da Giunone per incitare le troiane, stanche dei travagli del lungo vagare, a dare alle fiamme la flotta di Enea.
Iride svolge il suo compito di messaggera grazie a grandi ali d'oro con le quali vola rapida a portare gli ordini di Zeus.
Nella Divina Commedia, Dante afferma in Purgatorio che nell’alto di quella montagna non poteva arrivare gli umidi vapori della terra, né perciò si verificavano piogge, e neppure l'arcobaleno, che si forma nell’aria dopo la pioggia.
Iris è citata in queste terzine come colei che suscita l'arcobaleno ed è indicata con l'epiteto "figlia di Taumante".
Dante cita la dea, con il nome di "Iri", anche in Paradiso XXXIII.
L'epiteto di Iride è figlia di Taumante.