La Gaia scienza è il libro in cui Nietzsche porta a sviluppo completo la propria riflessione, e la felicità cui allude si spiega appunto con la liberazione dello spirito umano da ogni metafisica.
Con la sconcertante rivelazione del folle uomo dell’aforisma 125 della Gaia scienza è da interpretare sotto una luce diversa.
Dio è morto, Dio resta morto e noi lo abbiamo ucciso.
Non è troppo grande, per noi, la grandezza di questa azione, che punta a indicare la crisi morale del mondo contemporaneo, il suo radicale nichilismo.
La decadenza del presente, la sua intima tragicità è allora dovuta a questa radice primigenia, che prelude alla riflessione dell’ultimo Nietzsche e al nichilismo attivo del Così parlò Zarathustra.
Vengo troppo presto, non è ancora il mio tempo, questo enorme avvenimento è ancora per strada e sta facendo il suo cammino, non è ancora arrivato fino alle orecchie degli uomini.
Fulmine e tuono vogliono tempo, il lume delle costellazioni vuole tempo, le azioni vogliono tempo, anche dopo essere state compiute, perché siano vedute e ascoltate.
Quest’azione è ancora sempre più lontana da loro delle più lontane costellazioni, eppure son loro che l’hanno compiuta.