Nemesi provvedeva soprattutto a far giustizia dei delitti irrisolti o impuniti, distribuendo e irrogando gioia o dolore a seconda di quanto era giusto, perseguitando soprattutto i malvagi e gli ingrati alla sorte.
Il nome deriva dal greco νέμεσις (némesis), νέμω (némō, "distribuire"), dalla radice indoeuropea nem- nella mitologia greca, e fu il nome della dea "Distribuzione della Giustizia".
Nemesi significa distribuzione del Fato, intesa come Giustizia Compensatrice o Riparatrice, o è interpretata come Giustizia Divina.
Oggi questo termine si usa anche per intendere una situazione negativa che giunge immediatamente dopo un periodo particolarmente fortunato, sempre come atto predestinato alla compensazione.
L'idea che soggiace a questo termine è di un mondo che risponde a una legge di armonia, per cui il bene deve essere compensato dal male in egual misura.
In letteratura e filosofia il termine fu usato anche col significato di sdegno, indignazione da Omero e Aristotele e col significato di vendetta/castigo da scrittori come Erodoto, Claudio Eliano e Plutarco.
A volte il termine viene anche usato con il significato di nemico, derivato dalla lingua inglese, con un possibile passaggio linguistico dal greco nemesis all'inglese enemy.
Nell'ambito dei fumetti supereroistici nordamericani, la parola nemesi è stata attribuita al "cattivo per eccellenza", o anche "cattivo per antonomasia", che rappresenta in maniera speculare ma opposta il protagonista della storia.
Dall'ambito dei comics questo significato è poi stato traslato anche a altri ambiti come lo sport e la politica, e quindi quest'accezione è divenuta più in generale sinonimo di "avversario per eccellenza".