Il Minotauro è un altro esempio di nascita contronatura – la madre si accoppiò con un toro – e di infanzia infelice.
Mostruoso, spinto dalla sua natura a cibarsi di carne umana, vive rinchiuso in un labirinto oscuro fino all’arrivo di Teseo, che lo uccide.
Scilla invece, il mostro dello stretto di Messina dal lato della costa calabra, come abbiamo detto, era una fanciulla, vittima di un amore osteggiato dalla maga Circe.
Tifone, grandioso, è il mostro intrappolato nell’Etna, che ogni tanto si scuote e fa sentire la voce.
Ciascuna storia ne richiama altre con sempre nuovi personaggi e così la panoramica sulla mitologia si allarga sempre più.
Infine, troviamo un’altra figura femminile: Medusa, sorella delle Gorgoni, ragazza troppo carina, che suscita le attenzioni di Poseidone e le invidie di Atena…e così finisce male, mostruosa e condannata a pietrificare con lo sguardo.
Per di più, rimane mortale.
Vivrà un’esistenza solitaria ed emarginata, finché Perseo non la uccide.
Inoltre, direttamente collegata al mondo degli inferi è Ecate, una divinità psicopompa, che può portare ai morti i messaggi dei vivi.
Troviamo un altro personaggio femminile: Medusa, sorella delle Gorgoni, ragazza troppo carina, che suscita le attenzioni di Poseidone e le invidie di Atena.
Alcuni sono famosissimi, altri decisamente meno noti, tutti sono dei “vulnerati”, sono esseri che si sono scontrati con gli dei e ne hanno pagato le conseguenze, sono in parte uomini, in parte animali.
E poi il cane infernale Cerbero, veramente orrendo, che protegge i vivi dalle incursioni dei morti, ma diventa mansueto nell’ascoltare la musica.
Il fiume Acheloo, il cui corno, una volta spezzato, divenne la cornucopia o corno dell’abbondanza.
Il centauro Chirone, che fu maestro di Achille e che scambiò la sua immortalità con Prometeo, preferendo trasformarsi nella costellazione del Centauro per non soffrire più.