Tutti i poeti chiedono protezione alle Muse, che concedono grazia e fama ai canti dei mortali.
La Musa, invocata dai poeti, ispira il cantore e gli rivela «le cose che sono, che saranno e che furono», come afferma Esiodo, l’autore della Teogonia, il poema sulla nascita degli dei.
Le Muse hanno una sede fissa; a loro sono care diverse fonti sacre e numerose vette dei monti: le pendici orientali dell’Olimpo, nella regione settentrionale della Pieria; il Parnaso, nella Focide; le sorgenti Ippocrene e Aganippe, sul Monte Elicona; la fonte Castalia a Delfi.
Le nove Muse sono considerate in generale protettrici delle arti e delle scienze: per musica, infatti, nel mondo greco si intendeva un ambito più ampio di quello corrente, indicando tutta la cultura artistica e la sensibilità estetica.
Clio, «colei che dà fama», è la Musa del genere encomiastico (encomio in greco significava canto celebrativo, elogio), della retorica e della storia; critica Afrodite (la romana Venere) per l’amore verso Adone, ma la dea la spinge a unirsi con Piero, generando il bellissimo Giacinto.
Euterpe, «colei che diletta», protegge i poeti lirici e ha come attributo il flauto (aulo).
Talìa, «l’abbondante» o «la festosa», è la Musa della poesia leggera e di quella comica; con Apollo genera i Coribanti, divinità che abitano le estreme regioni della Grecia ed eseguono danze frenetiche al suono assordante di strumenti primitivi.
Melpomene, «colei che canta», è ispiratrice dei poeti tragici; dal fiume Acheloo genera le Sirene.
Tersicore, «colei che gioisce della danza», protegge i cori e, appunto, le danze; è madre di Lino, mitico cantore e musico, fautore dell’incivilimento umano e maestro di Eracle (il romano Ercole).
Erato, «l’amabile», veniva considerata patrona ora della poesia d’amore, ora del mimo; è madre del leggendario cantore Tamiri.
Polinnia, «dai molti canti», è la Musa degli inni e dei cori, ma anche della capacità di ricordare.
Urania, «la celeste», presiede all’astronomia e alle scienze esatte: ed è rappresentata con un globo nelle mani.
Calliope, «dalla bella voce», è la Musa più famosa, protettrice dell’epica e dell’elegia.
È la madre di Orfeo, che con la sua lira incanta persino gli elementi della natura.
Nell’età ellenistica alle Muse viene dedicato il grande palazzo di Alessandria in cui sono ospitati i più famosi scienziati e uomini di cultura del tempo: è il Museo, che insieme all’immensa Biblioteca costituisce il primo esempio di istituzione culturale laica della storia.